Via ferrata Roda De Vael – Masarè

agosto 29, 2008 by paolino  
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Relazione di Rebecca

Ferrata media con alcuni tratti difficili.
In realtà la ferrata è costituita da due tratti distinti, percorribili separatamente.
Fino a poco tempo fa si suggeriva di percorrerla in senso sud-nord (prima la Masarè e poi la Roda De Vael). Ora invece i cartelli consigliano la direzione nord-sud: nonostante sia più lungo l’avvicinamento (un paio d’ore), ci sono alcuni vantaggi. I passaggi più delicati si percorrono in salita e la varietà della cresta del Masarè non fa da spoiler alle minori difficoltà tecniche della Roda De Vael. Tra l’altro, il gestore è già stato qualche volta a recuperare gente che, terminata la Masarè, arriva sotto alla Roda De Vael, getta la spugna e tenta di scendere per i canaloni.
I maliziosi non pensino che il gestore stesso suggerisca di scendere a sud, da dove bisogna obbligatoriamente passare al suo rifugio, per indurre gli alpinisti ad una sosta abbeveramento…

Punti di appoggio: rif. Paolina (0471 612008), rif. Roda De Vael (0462 764450)
Avvicinamento: 2h
Ferrata: Roda de Vael 1h e mezza, Masarè 2h e mezza
Discesa: 1h e un quarto

Accesso: dopo il Passo di Costalunga (1758m), lasciate l’auto al parcheggio della seggiovia Paolina. Si prende l’impianto che porta al rif. Paolina (2125m). Ricordatevi la tessera CAI se volete risparmiare 1 euro.
Davanti alla stazione di arrivo dell’impianto parte il sentiero 549, che prosegue in costa. Procedendo noterete la sagoma scura di una bottiglia di Coca Cola inclinata stagliarsi contro il cielo. È (ad una più attenta osservazione) un’aquila di bronzo; il monumento è dedicato a Christomannos, il tale che ebbe la bella pensata di costruire la strada che da Bolzano arriva al passo di Costalunga e quindi in Val di Fassa, dando così nuovo impulso all’economia del posto e spalancando le porte al turismo di massa.
In breve si arriva ai rif. Roda De Vael (2280m) e rif. Lino Pederiva.
Da qui proseguire seguendo il sentiero 551 (ben segnalato) che porta al Passo del Vajolon (2560 m). Ora ci si può imbragare. Occhio a zaini e caschi che volano giù con una naturalezza terrificante.

Inizia la ferrata Roda De Vael. La difficoltà è quella di un sentiero attrezzato e in tre quarti d’ora ca. si giunge in vetta alla Roda De Vael (2806 m).
Ora si scende lungo un sentiero che s incunea in un canalone stretto, dal quale si risale subito attraverso il primo dei tratti difficili della ferrata. Chi percorre la ferrata in senso contrario rende il cavo in questo passaggio un’autostrada a senso unico alternato.
Usciti, si continua a scendere. Bella vista sulla Torre Finestra (2670 m).
Si tiene il sentiero fino al bivio: a sinistra si può scendere al rif. Roda De Vael in mezz’ora, a destra si attacca la ferrata del Masarè.
Questo tratto di ferrata percorre l’intera cresta del Masarè, e si snoda sui fianchi di sette torri (provate a contare quali siano le sette giuste, noi non ci siamo riusciti). Il cavo non arriva mai sulle cime, ma è qualche volta possibile abbandonare la traccia e salire per pochi metri fino alle vette.
La ferrata è piuttosto frequentata e i camini che bisogna attraversare sono abbastanza unti.
In due ore e mezzo ca. si esce dalla ferrata.

Discesa: in mezz’ora si scende al rif. Roda De Vael. Da qui verso il Paolina seguendo il percorso di andata.

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