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	<title>Cai Castelfranco &#187; paolino</title>
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	<description>Il sito del Cai di Castelfranco Emilia</description>
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		<title>Mountain Bike &#8211; Codice di auto-regolamentazione</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>

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		<description><![CDATA[	Codice di autoregolamentazione del cicloescursionista
Il CAI annovera la bicicletta tipo mountain bike tra gli strumenti adatti all&#8217;escursionismo.
Il comportamento del cicloescursionista deve essere sempre improntato al fine di:
&#8220;Non nuocere a se stessi, agli altri ed all&#8217;ambiente&#8221;.
	Norme ambientali
	    I percorsi sono scelti in funzione di tracciati e/o condizioni ambientali che consentano il passaggio della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Codice di autoregolamentazione del cicloescursionista<br />
Il CAI annovera la bicicletta tipo mountain bike tra gli strumenti adatti all&#8217;escursionismo.<br />
Il comportamento del cicloescursionista deve essere sempre improntato al fine di:<br />
&#8220;Non nuocere a se stessi, agli altri ed all&#8217;ambiente&#8221;.</p>
	<p>Norme ambientali</p>
	<p>    I percorsi sono scelti in funzione di tracciati e/o condizioni ambientali che consentano il passaggio della mtb senza arrecare danno al patrimonio naturalistico; evitare di uscire dal tracciato.<br />
    Le tecniche di guida devono essere ecocompatibili, evitando manovre dannose quali, ad esempio, la derapata (bloccaggio della ruota posteriore).<br />
    Non fa parte della filosofia CAI servirsi d&#8217;impianti di risalita o di mezzi meccanici e poi usare la mtb solo come mezzo di discesa (il downhill è estraneo allo spirito del CAI).</p>
	<p>Norme tecniche</p>
	<p>    Il mezzo in uso deve essere in condizioni meccaniche efficienti.<br />
    L&#8217;abbigliamento, l&#8217;attrezzatura e l&#8217;equipaggiamento devono essere adeguati al percorso da affrontare.<br />
    Il casco deve sempre essere indossato ed allacciato.</p>
	<p>Norme di sicurezza</p>
	<p>    La velocità di conduzione deve essere commisurata alle capacità personali, alla visibilità ed alle condizioni del percorso, in modo da non creare pericolo per sé e per gli altri.<br />
    Occorre sempre dare la precedenza agli escursionisti a piedi, che devono essere garbatamente avvisati a distanza del nostro arrivo, a voce o con dispositivo acustico.<br />
    La scelta dei percorsi deve tenere conto delle personali capacità fisiche, tecniche ed atletiche.</p>
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		<item>
		<title>Calendario Escursioni MTB 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>

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		<description><![CDATA[	29 Aprile 2012 Nelle terre dei Rangoni (Castelvetro- Mo) 30km/ 800m dislivello Difficoltà TC/MC 
 Accompagnatore Andrea Baldini
20 Maggio 2012 Antichi Borghi (Vignola-Mo) 35km/600m dislivello Difficoltà TC/MC+ 
 Accompagnatore Marco Badiali
03 Giugno 2012 Serramazzoni (Serramazzoni-Mo) 30km/700m dislivello Difficoltà MC/BC 
 Accompagnatore Luca Bernardi
Luglio per chi è a casa tutti alla Runeda  
15 Settembre Pievepelago Raduno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>29 Aprile 2012 Nelle terre dei Rangoni (Castelvetro- Mo) 30km/ 800m dislivello Difficoltà TC/MC </strong><br />
 Accompagnatore Andrea Baldini<br />
<strong>20 Maggio 2012 Antichi Borghi (Vignola-Mo) 35km/600m dislivello Difficoltà TC/MC+ </strong><br />
 Accompagnatore Marco Badiali<br />
<strong>03 Giugno 2012 Serramazzoni (Serramazzoni-Mo) 30km/700m dislivello Difficoltà MC/BC </strong><br />
 Accompagnatore Luca Bernardi<br />
<strong>Luglio per chi è a casa tutti alla <a href="http://www.laruneda.com/index.htm">Runeda</a>  </strong><br />
<strong>15 Settembre Pievepelago Raduno Regionale </strong><br />
<strong>07 Ottobre Valle di Fellicarolo (Fanano-Mo) 40km/800m dislivello Difficoltà MC/BC </strong><br />
Accompagnatore Marco Badiali</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Regolamento MTB</title>
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		<comments>http://www.caicastelfranco.com/2012/01/12/regolamento-mtb/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>

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		<description><![CDATA[	Regolamento gruppo MTB
	Valori principi e finalità
	Il gruppo MTB CAI “Lupi dell&#8217; Appennino” si riconosce pienamente nei valori contenuti nello statuto sezionale e nel codice di autoregolamentazione del cicloescursionista.
	I principi, i valori e le finalità di formazione del gruppo sono:
	1 Che la mountain bike costituisca un mezzo eco-compatibile per frequentare, conoscere e tutelare la montagna, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Regolamento gruppo MTB</p>
	<p>Valori principi e finalità</p>
	<p>Il gruppo MTB CAI “Lupi dell&#8217; Appennino” si riconosce pienamente nei valori contenuti nello statuto sezionale e nel codice di autoregolamentazione del cicloescursionista.</p>
	<p>I principi, i valori e le finalità di formazione del gruppo sono:</p>
	<p>1 Che la mountain bike costituisca un mezzo eco-compatibile per frequentare, conoscere e tutelare la montagna, e in particolare la collina e l&#8217;Appennino modenese.</p>
	<p>2 Che il CAI sia l’organismo idoneo a fornire occasione di aggregazione a livello locale e provinciale per gli appassionati di cicloescursionismo in mountain bike, con particolare attenzione ai soci, ed in alternativa ad altre forme associative praticanti prevalentemente attività agonistiche.</p>
	<p>3 Che il cicloescursionismo in mountain bike possa fornire ai soci la possibilità di vivere la montagna in modo complementare alle altre attività sezionali con la competenza, formazione tecnica, culturale e sicurezza caratteristiche del sodalizio stesso, e essere patrimonio culturale e parte integrante dell’attività della Sezione.</p>
	<p>4  Realizzare un programma escursionistico che abbia come punti qualificanti l&#8217;aggregazione, la conoscenza e il rispetto dei luoghi attraversati, al fine di contribuire alla loro tutela e valorizzazione.</p>
	<p>5  Organizzare escursioni di diverso livello tecnico per favorire l’adesione del maggior numero possibile di partecipanti, dal principiante al cicloescursionista esperto<br />
.<br />
6 Contribuire con i soggetti titolari (provincie, comunità montane, enti parco), ed in accordo con le direttive dell’apposita commissione sezionale, alla manutenzione ed evoluzione della rete sentieristica MTB realizzata sul territorio provinciale in questi anni, anche con la collaborazione di altri soggetti cointeressati.</p>
	<p>7 Divenire soggetto di riferimento a livello locale per rappresentare gli interessi del cicloescursionismo MTB al fine di diffonderne la conoscenza, tutelarne e promuoverne la pratica sul territorio nel pieno rispetto dell’ambiente e degli altri fruitori.</p>
	<p>8 Contribuire, anche attraverso il coinvolgimento di altre sezioni, alla costituzione di un gruppo regionale MTB CAI al fine di rapprensentare gli interessi dei cicloescursionisti in ambito CAI nazionale.</p>
	<p>9 Contribuire, anche con la collaborazione di altri gruppi, all’attivazione di corsi in ambito CAI per la formazione della figura di Accompagnatore Cicloescursionismo MTB.</p>
	<p>  Accompagnatori volontari non titolati</p>
	<p> Badiali Marco, Baldini Andrea, Bernardi Luca, Mariani Roberto.</p>
	<p> Regolamento Gite Sezionale</p>
	<p>    La partecipazione alle gite è aperta a tutti i Soci CAI ed ai simpatizzanti.<br />
1. &#8211; Coloro che intendono partecipare ad una gita Sezionale decideranno l’opportunità d’iscriversi tenendo conto della propria preparazione fisica e tecnica, e delle prevedibili difficoltà da affrontare.<br />
2. &#8211; L’equipaggiamento personale deve essere adeguato alle caratteristiche tecniche e ambientali di ogni gita.<br />
3. &#8211; La partecipazione alle uscite prevede l’accettazione collaborativa delle direttive del Capo Gita, e l’impegno a rimanere uniti alla comitiva evitando “fughe” e inutili ritardi.<br />
4. &#8211; Non devono essere seguiti percorsi diversi da quelli stabiliti senza autorizzazione o avviso.<br />
5. &#8211; Non devono essere lasciati rifiuti di nessun genere sui luoghi di sosta.<br />
6. &#8211; La Direzione Gite si riserva di non accettare nelle escursioni persone ritenute non idonee ed insufficientemente equipaggiate ed allenate.<br />
7. &#8211; Il Capo Gita si riserva di modificare l’itinerario della gita se ritiene che le condizioni ambientali e/o meteorologiche non assicurino il regolare svolgimento del percorso iniziale.<br />
8. &#8211; I minori dovranno essere accompagnati da persona garante e responsabile.<br />
9. &#8211; Il ritrovo per la partenza avviene con qualunque tempo, salva comunicazione in contrario agli iscritti. È tassativa la massima puntualità alle ore di ritrovo fissate, i ritardatari non avranno diritto ad alcun rimborso delle quote pagate.<br />
10. &#8211; L’iscrizione alla gita dovrà essere effettuata entro i termini fissati dagli organizzatori ed accompagnata dal versamento richiesto dalla Sezione circa l’assicurazione e l’eventuale pernotta-mento; ciò comporta l’accettazione incondizionata del presente regolamento e del programma di ogni singola gita.<br />
11. &#8211; I gitanti che partecipano all’escursione sollevano il Capo Gita e la Sezione organizzatrice da ogni responsabilità nel caso di incidenti che dovessero verificarsi durante l’effettuazione della gita. </p>
	<p> Ad integrazione del regolamento gite della Sezione, si precisa quanto segue:</p>
	<p>Le escursioni non sono gare e qualunque forma di agonismo, anche amichevole, è vietata.<br />
Alle escursioni che presentano particolari difficoltà possono partecipare solo coloro che, ad insindacabile giudizio del Capogita o del gruppo accompagnatori, abbiano dimostrato nelle uscite precedenti di possedere i requisiti minimi indispensabili per affrontare in sicurezza il percorso in programma.<br />
Possono essere esclusi dalle escursioni coloro che nelle escursioni precedenti si siano comportati difformemente dallo spirito del Gruppo, ad insindacabile parere del capogita o del gruppo accompagnatori.<br />
Ogni escursione verrà seguita da almeno due accompagnatori cui esclusivamente spetta ogni decisione in merito allo svolgimento dell&#8217;escursione, anche difforme dal programma qualora necessario. Nel caso non fossero disponibili due accompagnatori il Capogita stabilirà preventivamente un numero massimo di partecipanti compatibile con il percorso scelto<br />
L’escursione ha inizio e termine nelle rispettive località indicate sul programma. La località di partenza viene raggiunta dai partecipanti con le modalità indicate dagli organizzatori entro l&#8217;orario stabilito dal Capogita.<br />
Nel caso di percorrenza di strade aperte al traffico veicolare, tutti i partecipanti devono attenersi alle disposizioni del vigente Codice della Strada.<br />
L&#8217;uso del casco è obbligatorio: esso deve essere mantenuto correttamente posizionato e allacciato per l’intera durata della escursione, con la sola esclusione delle pause.<br />
Le decisioni degli organizzatori e in particolare del Capogita devono essere scrupolosamente rispettate, sia prima che durante l&#8217;escursione. Sono assolutamente da escludere le iniziative personali: chi si discosta dal gruppo di propria iniziativa, non segue le indicazioni degli accompagnatori, non osserva le presenti disposizioni e/o quelle del regolamento Sezionale verrà considerato automaticamente escluso dall’escursione assumendosi ogni responsabilità conseguente.<br />
Tutti i partecipanti sono obbligati a prestare soccorso e comunque a collaborare con gli accompagnatori in caso di loro richiesta o necessità.<br />
È vietato superare l&#8217;accompagnatore di testa e voler farsi superare dall&#8217;accompagnatore di coda.<br />
È fatto obbligo a tutti i partecipanti di rispettare le norme del codice di autoregolamentazione, con particolare riguardo all’uso del casco, al rispetto dell’ambiente e delle altre persone che si incontrano sul percorso.<br />
Ogni partecipante è responsabile della propria salute, del proprio mezzo e della relativa conduzione e dovrà tempestivamente segnalare agli accompagnatori eventuali problemi o difficoltà. </p>
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		</item>
		<item>
		<title>CIMA GRIGNONE &#8211; traversata Alta Grignetta-Grignone</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[Escursionismo]]></category>
		<category><![CDATA[agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[	1 Maggio 2011
	CIMA GRIGNONE 2409 m
PREALPI LOMBARDE GRUPPO GRIGNE
	Traversata Alta Grignetta-Grignone
Percorsi FuoriQuota
Accompagnatore: Luciano Busani
	DESCRIZIONE DEL PERCORSO
CHIEDO PER CORTESIA AI PARTECIPANTI DI CONFERMARE L&#8217;ISCRIZIONE.
ATTUALMENTE CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI PRESSO IL RIFUGIO BRIOSCHI 2409MT. 
	La Traversata Alta è uno degli itinerari più frequentati delle Grigne, che collega la Grignetta con il Grignone, ed è panoramicamente molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><strong>1 Maggio 2011</strong></p>
	<p><strong>CIMA GRIGNONE 2409 m</strong><br />
PREALPI LOMBARDE GRUPPO GRIGNE</p>
	<p>Traversata Alta Grignetta-Grignone<br />
Percorsi FuoriQuota<br />
<em>Accompagnatore: Luciano Busani</em></p>
	<p><strong>DESCRIZIONE DEL PERCORSO</strong><br />
<em>CHIEDO PER CORTESIA AI PARTECIPANTI DI CONFERMARE L&#8217;ISCRIZIONE.<br />
ATTUALMENTE CI SONO ANCORA POSTI DISPONIBILI PRESSO IL RIFUGIO BRIOSCHI 2409MT. </em></p>
	<p>La Traversata Alta è uno degli itinerari più frequentati delle Grigne, che collega la Grignetta con il Grignone, ed è panoramicamente molto remunativo.<br />
1° giorno. Dai Piani Resinelli 1278m si raggiunge il Rifugio Porta, dietro al rifugio prendiamo il sentiero 3 lungo la Cresta Sinigaglia. Il ripido sentiero supera alcune facili roccette ed in parte attrezzato arriva al Canalino Federazione. Si scende per arrivare alla Bocchetta del Giardino 2004m e poi al Buco di Grigna 1803m punto più basso della traversata. Da questo momento saliamo praticamente sempre,  inizialmente su un terreno un po’ friabile con l’aiuto di catene, successivamente sulla cresta dello Scudo Tremare ed arriviamo ad una fascia rocciosa maggiormente verticale ma anch’essa servita da catene che ci permette di arrivare alla Bocchetta della Bassa dove si trova il bivacco Merlini 2144m. Da qui, vediamo la parte rimanente del sentiero, lo percorriamo fino alla Bocchetta di Releccio 2263m e, dopo un po’ di rampe e tornanti, arriviamo al Rifugio Brioschi in vetta al Grignone 2409m.</p>
	<p>2° giorno. In discesa si percorre la cresta fino alla Bocchetta del Giardino 2004m. A destra si prende il sentiero 11 che attraversa il versante nord della Grignetta in direzione rifugio Rosalba. Raggiunto il Colle Valsecchi 1898m, si prende la via attrezzata Cecilia che permette di raggiungere la cima della Grignetta 2177m. Dalla vetta si scende lungo la Cresta Cermenati che riporta ai Piani Resinelli.</p>
	<table class="newtable rowstyle-odd">
	<tr>
<td>Punto di partenza</td>
	<td>Piani Resinelli 1278mt.</td>
</tr>
	<tr>
<td>Punto di arrivo</td>
	<td>Cima Grignetta 2177mt–Cima Grignone 2409 mt.</td>
</tr>
	<tr>
<td>Dislivello complessivo</td>
	<td>1° giorno circa 1.200 mt. 2° giorno circa 500 mt.</td>
</tr>
	<tr>
<td>Tempo di Percorrenza</td>
	<td>Circa 5/7 ore ogni giornata</td>
</tr>
	<tr>
<td>Livello di difficoltà</td>
	<td>EEA lungo il percorso si incontrano alcuni facili tratti attrezzati.  </td>
</tr>
	<tr>
<td>Cartografia</td>
	<td>Kompass 105 Lecco-Valle Brembana scala 1:50.000</td>
</tr>
	<tr>
<td>Attrezzatura</td>
	<td>Imbragatura completa, Dissipatore, Casco, Cordini, Moschettoni (norma CE)</td>
</tr>
	<tr>
<td>Quota di partecipazione</td>
	<td>10 euro per spese organizzative CAI</td>
</tr>
	<tr>
<td>Accompagnatore/i</td>
	<td>Busani Luciano 338/6966008</td>
</tr>
	<tr>
<td>Ritrovo</td>
	<td>Modena Hotel Lux ore 6.00</td>
</tr>
	<tr>
<td>Percorso Automobilistico:</td>
	<td>Modena, Milano, Lecco, Valsassina, Piani Resinelli</td>
</tr>
	<tr>
<td>Prenotazione</td>
	<td>Entro Giovedì 09 Giugno 2011</td>
</tr>
	<tr>
<td>Informazioni</td>
	<td>CAI sede di Castelfranco 059/924876</td>
</tr>
	<tr>
<td>Molto importante</td>
	<td>SIETE TUTTI INVITATI A FINE GITA A FESTEGGIARE CON CIBO ABBONDANTE, TORTE DELIZIOSE E MOLTO BUON VINO</td>
</tr>
	</table>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli Appenninisti &#8211; Lama del Dolo</title>
		<link>http://www.caicastelfranco.com/2011/04/20/gli-appenninisti-lama-del-dolo/</link>
		<comments>http://www.caicastelfranco.com/2011/04/20/gli-appenninisti-lama-del-dolo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 18:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercare la verticalità sul nostro Appennino vuol dire, salvo rare eccezioni, avere a che fare con l'arenaria.
E arenaria vuol dire roccia fratturata e discontinua, sassi che cadono, fessure nelle quali i chiodi hanno spesso la raucedine, friends che si sfilano... basterebbe questo per scoraggiare i più volonterosi. Eppure la nostra arenaria ha un fascino tutto particolare. Saranno i disegni dei muschi e dei licheni, sarà l’aderenza da carta vetrata, sarà la meraviglia e il piacere di ritrovare i chiodi arrugginiti di Pincelli e Oppio, saranno i crolli incombenti che si vedono attorno e che inducono a una cautela silenziosa, ma l’arrampicata sul nostro Appennino ha un carattere veramente unico. Senza contare che d'inverno la volubile arenaria acquista pure un po' di solidità e compostezza grazie a quel magnifico cemento che è il gelo.
Gli appenninisti sanno di essere figli di un dio minore, non hanno nomi di vie o di pareti altisonanti da sfoggiare con gli amici, sono disposti a perdere le loro giornate per dei progetti che spesso falliscono: la linea per cui si sono entusiasmati se è invernale non è quasi mai in condizioni, se è su roccia si scontra con la banale constatazione: “Qui è tutto marcio!”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><em>di Giampaolo Simonini e Aleardo Menozzi</em></p>
	<div class="evidenza-gialla">
<strong>RELAZIONE AGGIORNATA il 22/07/2011 con una migliore descrizione dell&#8217;accesso!</strong>
</div>
	<p>Cercare la verticalità sul nostro Appennino vuol dire, salvo rare eccezioni, avere a che fare con l&#8217;arenaria.<br />
E arenaria vuol dire roccia fratturata e discontinua, sassi che cadono, fessure nelle quali i chiodi hanno spesso la raucedine, friends che si sfilano&#8230; basterebbe questo per scoraggiare i più volonterosi.
<a href="http://www.caicastelfranco.com/wp-content/gallery/appenninisti/002.jpg" title="" rel="lightbox[singlepic3516]" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-left" src="http://www.caicastelfranco.com/wp-content/plugins/nextgen-gallery/nggshow.php?pid=3516&amp;width=250&amp;height=200&amp;mode=" alt="002" title="002" />
</a>
 Eppure la nostra arenaria ha un fascino tutto particolare. Saranno i disegni dei muschi e dei licheni, sarà l’aderenza da carta vetrata, sarà la meraviglia e il piacere di ritrovare i chiodi arrugginiti di Pincelli e Oppio, saranno i crolli incombenti che si vedono attorno e che inducono a una cautela silenziosa, ma l’arrampicata sul nostro Appennino ha un carattere veramente unico. Senza contare che d&#8217;inverno la volubile arenaria acquista pure un po&#8217; di solidità e compostezza grazie a quel magnifico cemento che è il gelo.<br />
Gli appenninisti sanno di essere figli di un dio minore, non hanno nomi di vie o di pareti altisonanti da sfoggiare con gli amici, sono disposti a perdere le loro giornate per dei progetti che spesso falliscono: la linea per cui si sono entusiasmati se è invernale non è quasi mai in condizioni, se è su roccia si scontra con la banale constatazione: “Qui è tutto marcio!”. </p>
	<p>A volte però vi sono piacevoli eccezioni. Ci si lascia guidare dall&#8217;ispirazione e si riesce a salire una via tra neve, roccia e terra gelata. Ci si arma di un po&#8217; di pazienza e di un piede di porco e si capisce che con un buon disgaggio “potrebbe venirne una via”.<br />
Sono nati così diversi progetti: la ristrutturazione della falesia su ofiolite di Varana (in parte sponsorizzata dalla FASI), la rimessa in auge della “depredata” falesia di Civago, diversi monotiri a Valbona, qualche via invernale e infine alcune realizzazioni nella Valle del Dolo, in un paesaggio veramente unico costituito da un muraglione di arenaria, elevatosi alla verticalità per non si sa quale movimento geologico e conficcato su di un lato del Torrente Dolo.</p>
	<div class="cita">
<blockquote>Un&#8217;altra via molto interessante sempre aperta da Simonini Menozzi è la Via della Spada. Trovate la relazione qui: <a href="http://www.reggiogas.it/pdf/ViadellaSpada.pdf"> Via della Spada </a></blockquote>
</div>
	<p>In particolare per la via &#8220;Lama del Dolo&#8221; si è pensato a una chiodatura “moderna” a fix per consentire una salita in condizioni di relativa sicurezza anche nei tratti non proteggibili con sistemi veloci. Ovviamente la chiodatura è stata accompagnata a un’azione di disgaggio che però non dovrà esimere chi ripete la via dal prestare la massima attenzione all’eventuale cedimento di appigli e appoggi e ai grossi massi appoggiati, che si trovano qua e là e che sarebbe meglio lasciare dove sono.<br />
Sicuramente le arenarie incombenti sul Dolo hanno attratto in passato arrampicatori locali. La via, recentemente salita dal basso da Montanari e Vaccari (2008), era stata forse già percorsa in passato, come testimonierebbero gli armi, i chiodi e i cordini trovati nella parte alta e qualche chiodo sulla sommità di un gradone nella zona centrale. Anche sul paretone che si conficca nel Dolo è visibile qualche isolato chiodo arrugginito, testimone quantomeno di un tentativo di salita. Le geometrie gotiche di queste rocce, le lastre spezzate e i crolli, fanno da contorno a un’arrampicata piacevole, mai banale, fatta di aderenza, di crepe, di buchi svasi, ma anche brevi camini e strapiombetti. Lo straordinario paesaggio dominato dal sottile filo del muraglione e dalla striscia di acqua tumultuosa del Dolo che scorre al di sotto accompagna una salita di circa 120 m per uno sviluppo complessivo di sei tiri.</p>
	<div class="dati-relazione">
	<h3>Lama del Dolo</h3>
	<p><strong>Dislivello:</strong> 115m<br />
<strong>Sviluppo:</strong>140m<br />
<strong>Tiri: </strong>6<br />
<strong>Difficoltà:</strong>D+ max 6a. protezione S2<br />
<strong>Attrezzatura:</strong> Normale dotazione alpinistica. Ottimi i friend medi. Tutte le soste sono attrezzate
</div>
	<h4>Lama del Dolo</h4>
	<p>Lama del Dolo” percorre il filo sommitale di un imponente lastrone di arenaria che s’innalza, quasi verticale, dalle rive del Torrente Dolo. La zona è ricca di spettacolari bancate di rocce stratificate (arenarie di Cervarola) che in seguito ad un movimento di sollevamento hanno acquisito una giacitura pressoché verticale. Il lastrone della nostra via è sicuramente il più interessante: oltre al bellissimo filo sommitale ha una vasta parete che si getta a picco nelle acque del torrente in un ambiente suggestivo e incontaminato.<br />
La qualità della roccia è nel complesso discreta: ci sono interi tratti solidissimi e abrasivi, ma non mancano massi instabili anche molto grossi ai quali occorre prestare la massima attenzione.<br />
La via è attrezzata a fix: nei tratti più impegnativi la distanza tra le protezioni è quasi da falesia, in quelli più semplici la chiodatura si allunga di molto (sono utili protezioni veloci a dadi e camme). Le soste sono su due fix senza catena.</p>
	<p><strong>Accesso</strong><br />
A qualche chilometro dall&#8217;abitato di Civago, sulla strada provinciale SP 09 che conduce a Villa Minozzo, si trovano i suggestivi ruderi della &#8220;Torre dell&#8217;Amorotto&#8221;; parcheggiare l&#8217;auto nel piccolo spiazzo all&#8217;imbocco nord della galleria che passa proprio sotto la torre e prendere l&#8217;evidente sentiero a fianco delle rocce, seguendo poi le indicazioni per la palestra di roccia. Arrivati a uno steccato girare a destra, oltrepassare la palestra di roccia e proseguire fino a che non si giunge sotto a un ponte della strada provinciale. Qui occorre abbandonare il sentiero e scendere a sinistra, senza percorso obbligato, fino al Torrente Dolo, inizialmente lungo un canalino sassoso poi, quando questo si fa più ripido, scollinando verso destra per tracce. Giunti al letto del Torrente Dolo, proseguire verso valle per qualche centinaio di metri fino a ritrovarsi, dopo una stretta ansa a destra, in un tratto rettilineo delimitato sulla sinistra dal paretone di roccia sul cui filo sommitale corre la nostra via. Ci si sposta sulla sponda opposta (destra) e si continua fino alla successiva ansa verso sinistra dove si attraversa di nuovo il torrente. Si sale per qualche metro il boschetto d’argine fino a portarsi sotto al diedro del primo tiro (ometto, fix visibili, 790 m s.l.m.).</p>
	<p><strong>Descrizione della via</strong><br />
I tiro<br />
Si sale l’evidente diedro facendo attenzione alle rocce lamellari piuttosto friabili sulla sinistra. Dopo pochi passi, conviene abbandonare il diedro e spostarsi sulla solida e abrasiva arenaria nerastra della parete di destra (5b), 3 fix. Successivamente la via si articola tra scavalcamenti di blocchi di arenaria e tratti erbosi (4b, 2 fix). Si giunge alla prima sosta nei pressi di una piccola piazzola con un grosso spuntone (5b, 4b), 5 fix, 30 m</p>
	<p>II tiro<br />
Si sale un breve tratto appoggiato (4b), 1 fix, che conduce ad un vasto spiazzo; si procede ancora per una decina di metri superando un altro salto (4b), 1 fix, fino a giungere ad un altro spiazzo, più piccolo, proprio all’attacco di un bel pinnacolo appuntito alla cui base è collocata la seconda sosta (4b), 3 fix , 25 m</p>
	<p>III tiro<br />
Si sale per circa 4 m in tecnica Dülfer, sfruttando una crepa (5c), 2 fix, poi su placca e dopo un movimento delicato si esce a sinistra della cuspide (5b), 2 fix. Si giunge ad un tratto orizzontale (1 fix) e si raggiunge la terza sosta (5c, 5b), 5 fix, 15 m</p>
	<p>IV tiro<br />
Si attacca un secondo pinnacolo, non difficile ma molto friabile se si resta sul filo, a causa di grossi massi pericolanti. Conviene attraversare a sinistra in traverso esposto per circa tre metri, e risalire in placca il pinnacolo, dando le spalle al Dolo (4b), 4 fix. Si raggiunge di nuovo il filo su un piano inclinato a circa 65° (1 fix), per arrivare ad un passaggio delicato su roccia friabile (5b), 1 fix, che consente di sormontare definitivamente il pinnacolo. Arrivati alla sua sommità, un ulteriore tratto orizzontale (1 fix) porta alla quarta sosta, ricavata sulla parete di un caratteristico pilastro a parallelepipedo fessurato, alto circa 3 m (4b, 5b), 7 fix, 30 m<br />
V tiro<br />
Con una facile progressione (3c), 1 fix, si scavalcano grossi massi ed una forcelletta in cui si debbono appoggiare i piedi su grossi macigni instabili (attenzione!), per poi risalire ad una piazzola proprio sotto l’ultimo strappo (3c), 1 fix, 15 m</p>
	<p>VI tiro<br />
Si sale l’ultimo pinnacolo con una bella e delicata arrampicata in placca, sfruttando per l&#8217;uscita i bordi del lastrone e dei caratteristici buchi a conca (6a), 4 fix. Giunti alla cima della cuspide si trova una catena nuova, non si sosta ma si continua su un facile tratto inclinato a 20° (protezione possibile su un arbusto di biancospino) fino alla sosta finale a 905 m s.l.m. (6a), 4 fix, 25 m</p>
	<p>Per tornare al parcheggio si risale il bosco di querce fino ad un altro muro di rocce, parallelo a quello della via ma collocato qualche metro più a destra (questo muro va a costituire, poco più in alto, la parete della Palestra di Roccia di Civago). Lo si costeggia tenendolo sulla destra fino a incontrare, dopo qualche decina di metri, una stretta fenditura. Da qui si può passare dall&#8217;altro lato attraversando la fessura (togliere lo zaino) oppure, in alternativa, salire con qualche passo di II o III sul filo del muro e proseguire sulla sua sommità. Continuando ancora in salita per qualche decina di metri si raggiunge una coppia di piccoli gendarmi di roccia e poco dopo si arriva alla base della Palestra di Roccia di Civago. Per comodo sentiero si torna al parcheggio nei pressi della galleria.</p>
	
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		<title>Foto Raduno 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 19:18:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Postate le foto del raduno di Sci Alpinismo 2011:

By Fabrizio Venturi
By Andrea Baschieri


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			<content:encoded><![CDATA[Postate le foto del raduno di Sci Alpinismo 2011:<br />
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<a href="http://www.caicastelfranco.com/foto/raduno2011_fabbri/">By Fabrizio Venturi</a><br />
<a href="http://www.caicastelfranco.com/foto/raduno2011_baschieri/"  style="margin-left:20px">By Andrea Baschieri</a>
<br /></code>

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		<title>Raduno Scialpinistico 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 14:51:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	
Scarica il volantino

	
TIPO DI MANIFESTAZIONE
Escursione sci alpinistica NON competitiva a passo libero
	LOCALITA&#8217;
Lago Santo modenese
	ORGANIZZAZIONE:
 Scuola Alpinismo, Scialpinismo “A. Montanari”
	DATA DI SVOLGIMENTO
Domenica 6 Marzo 2011
	LUOGO, ORARIO RITROVO/PARTENZA E ISCRIZIONI
Ritrovo/Iscrizioni ore 8:00 parcheggio Lago Santo Modenese
Partenza raduno ore 9:00 
	ITINERARIO DI MASSIMA
Parcheggio Lago Santo (1.450m), Lago Santo (1502m), Passo Boccaia (1.574m), Monte Giovo (1991m), Piano dell&#8217;Altaretto (1779m), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><div id="attachment_1299" class="wp-caption alignright" style="width: 220px"><a href="http://www.caicastelfranco.com/wp-content/uploads/2011/02/raduno_copertina.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img src="http://www.caicastelfranco.com/wp-content/uploads/2011/02/raduno_copertina-210x300.jpg" alt="" title="Raduno Scialpinismo 2011" width="210" height="300" class="size-medium wp-image-1299" /></a><p class="wp-caption-text">Raduno Scialpinismo 2011</p></div></p>
	<div class="evidenza-rossa" style="width:280px">
<a href="/?dl=varie/Raduno_scialp_6_marzo_2011.pdf"><strong>Scarica il volantino</strong></a>
</div>
	<p><strong><br />
TIPO DI MANIFESTAZIONE</strong><br />
Escursione sci alpinistica NON competitiva a passo libero</p>
	<p><strong>LOCALITA&#8217;</strong><br />
Lago Santo modenese</p>
	<p><strong>ORGANIZZAZIONE:</strong><br />
 Scuola Alpinismo, Scialpinismo “A. Montanari”</p>
	<p><strong>DATA DI SVOLGIMENTO</strong><br />
Domenica 6 Marzo 2011</p>
	<p><strong>LUOGO, ORARIO RITROVO/PARTENZA E ISCRIZIONI</strong><br />
Ritrovo/Iscrizioni ore 8:00 parcheggio Lago Santo Modenese<br />
<em>Partenza raduno ore 9:00 </em></p>
	<p><strong>ITINERARIO DI MASSIMA</strong><br />
Parcheggio Lago Santo (1.450m), Lago Santo (1502m), Passo Boccaia (1.574m), Monte Giovo (1991m), Piano dell&#8217;Altaretto (1779m), Altaretto (1927m), Lago Baccio (1560m), Colle della serra, Rif. Marchetti (1502m).<br />
L&#8217;itinerario sarà delimitato da bandierine segnaletiche.</p>
	<p><strong>CONTROLLI E RISTORI</strong><br />
Lungo il percorso vi saranno punti di controllo e assistenza; ci sarà anche un punto di ristoro con generi di prima necessità.</p>
	<p><strong>MATERIALE OBBLIGATORIO</strong><br />
Attrezzatura tradizionale da scialpinismo o telemark, ARTVA, pala, sonda e coltelli da ghiaccio.</p>
	<p><strong>QUOTA DI PARTECIPAZIONE</strong><br />
Euro 20,00 per partecipante. L&#8217;iscrizione dà diritto a ristoro lungo il percorso, pasto all&#8217;arrivo al Rif. Marchetti, oggetto ricordo della manifestazione, assicurazione infortuni.</p>
	<div class="evidenza-rossa">
<strong>Visto il carattere alpinistico della manifestazione il singolo partecipante assume la completa responsabilità personale per il proprio stato di salute e per le proprie capacità tecniche.<br />
</strong></div>
	<p><a href="http://www.caicastelfranco.com/wp-content/uploads/2011/02/cartina_2011.jpg"  rel="lightbox[roadtrip]"><img src="http://www.caicastelfranco.com/wp-content/uploads/2011/02/cartina_2011-225x299.jpg" alt="" title="cartina_2011" width="225" height="299" class="alignright size-medium wp-image-1303" /></a></p>
	<p><em>Nonostante il carattere non competitivo della manifestazione, i primi classificati (maschile e femminile) di ogni sezione del CAI verranno premiati con una boccetta di aceto balsamico tradizionale stravecchio tipico di Modena dell&#8217;acetaia &#8220;A. Montanari&#8221;.<br />
Lo sponsor della manifestazione &#8220;Nuovi Orizzonti&#8221; premierà il primo classificato assoluto di categoria maschile e femminile.<br />
</em></p>
	<p><strong>SOGGIORNO AL SABATO</strong><br />
Per chi volesse arrivare il Sabato, c&#8217;è la possibilità di pernottare presso il Rifugio Marchetti, Per maggiori informazioni rivolgersi direttamente al gestore, telefono 0536-71253 &#8211; <a href="http://www.rifugiomarchetti.it/" alt="Rifugio Marchetti">h/www.rifugiomarchetti.it/</a></p>
	<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
Nuovi Orizzonti (tel 059-230083) . CAI Castelfranco E. (martedì dopo le 21:15 &#8211; tel. 059-924876)</p>
	<p>Il comitato organizzatore si riserva di apportare al presente regolamento le eventuali modifiche, anche dell&#8217;ultima ora, che si ritenessero necessarie per la migliore riuscita della manifestazione.</p>
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		<title>PROGETTO NEVE SICURA 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 13:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Progetto “Montagna Amica” è stato lanciato dal CAI a dicembre 2010 per la prevenzione e la sicurezza in ambiente innevato ed è rivolto a tutti i frequentatori della montagna nel periodo invernale: sciatori, alpinisti, scialpinisti, snowboarders, escursionisti con e senza ciaspole, semplici camminatori.
Per questo motivo oggi 21 febbraio 2011 ci siamo trovati al Lago Santo in 20, tra soci CAI di Castelfranco Emilia, di altre sezioni e anche non soci, per imparare come si usa l’ARTVA. Per la prima volta questa esercitazione, completamente gratuita, è stata condotta al di fuori dei canonici corsi di alpinismo e scialpinismo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Il Progetto “Montagna Amica” è stato lanciato dal CAI a dicembre 2010 per la prevenzione e la sicurezza in ambiente innevato ed è rivolto a tutti i frequentatori  della montagna nel periodo invernale: sciatori, alpinisti, scialpinisti, snowboarders, escursionisti con e senza ciaspole, semplici camminatori.<br />
Per questo motivo oggi 21 febbraio 2011 ci siamo trovati al Lago Santo in 20, tra soci CAI di Castelfranco Emilia, di altre sezioni e anche non soci,  per imparare come si usa l’ARTVA. Per la prima volta questa esercitazione, completamente gratuita, è stata condotta al di fuori  dei canonici corsi di alpinismo e scialpinismo.  L’incontro era rivolto specialmente a chi non aveva nessuna conoscenza di questo dispositivo e a chi, pur conoscendolo o avendolo anche già acquistato, non aveva sufficiente pratica. Il materiale (ARTVA &#8211; Pala &#8211; Sonda) è stato messo a disposizione dalla sezione CAI di Castelfranco, ma i singoli partecipanti hanno potuto impiegare anche la propria attrezzatura proprio per conoscerne il corretto uso.<br />
Questa uscita faceva seguito alla lezione teorica tenuta mercoledì 16 febbraio presso la sede del CAI di Castelfranco da Giuseppe Colombini, Istruttore Nazionale di Scialpinismo, e costituiva l’indispensabile prova sul campo.<br />
Sono stati impiegati diversi tipi di ARTVA, da quello analogico a  quello digitale ad una antenna e quello digitale di ultima generazione a tre antenne. Ognuno di questi apparecchi ha un funzionamento e una modalità d’uso un po’ diversi e con ciascuno di questi ogni partecipante, con l’ausilio di un istruttore, ha effettuato una ricerca individuale di un’ARTVA sepolto. </p>
	<p>La sezione di Castelfranco Emilia è rimasta piacevolmente colpita dalla grande attenzione e interesse che hanno dimostrato i partecipanti alle due giornate, specialmente l’uscita pratica nella quale,  nonostante il tempo coperto e la nevicata in atto, tutti hanno voluto portare a termine più prove, questo a dimostrazione che il concetto di sicurezza è sempre più radicato nei frequentatori della montagna. Dunque un grazie a tutti per l’interesse dimostrato.</p>
	<p>La ricerca ARTVA rimane il momento più importante, ma non l’unico,  di un complesso di operazioni da svolgere nel caso di incidente da valanga. Sarà quindi necessario, dopo questo primo indispensabile approccio al corretto uso dell’ARTVA, sviluppare in futuro la ricerca contemporanea di più sepolti e completare con altre esercitazioni la conoscenza e la pratica dell’operazione di autosoccorso. Quindi, alla prossima !!!<br />

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		<title>Programma Corso Alpinismo 2012</title>
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		<title>Programma Corso Alpinismo 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 14:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblicato il programma del corso di alpinismo 2011.
Maggiori informazioni alla seguente pagina:
Corso di Alpinismo 2011]]></description>
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Maggiori informazioni alla seguente pagina:
<a href="http://www.caicastelfranco.com/corso-di-alpinismo/">Corso di Alpinismo 2011</a>]]></content:encoded>
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