Torre Winkler – Via normale con Winkleriss

giugno 28, 2008 by paolino  
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Torre Winkler alle Torri del Vaiolet – Via Normale di Paolo Dell’Aquila

Via normale (con Winkleriss)

Dislivello: 160m
Sviluppo:260m
Partenza: 2620m (rif. Re Alberto)
Arrivo: 2800m
Tiri: 7
Difficoltà: V°-
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 2.30 – 3.00 ore
Avvicinamento: 20 minuti
Tempo di discesa: circa 1 ora
Periodo: Estate,, primo autunno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. Ottimi i friend medi. Tutte le soste sono attrezzate

Era un po’ che avevo messo gli occhi su questa via. Fatto lo spigolo della Delago, la normale della Stabeler, mi mancava questa per chiudere il trittico delle Torri del Vaiolet. Finalmente quest’anno sono riuscito ad organizzarmi. Roberto voleva fare la sua prima via in ambiente, Gianni, come me, voleva chiudere il capitolo torri.
Logicamente eravamo tutti un po’ spaventati della mitica fessura Winkler (Winkleriss), salita da quel diavolaccio di Winkler in solitaria nel 1887.

Ed ecco che così Martedì 24 Giugno 2008 siamo riusciti nell’impresa.

Avvicinamento
Da Pozza di Fassa investire 8 euro (andata e ritorno) per prendere la navetta che porta al rif. Gardeccia. Da lì per carrareccia arrivare ai riff. Preuss e Vaiolet e quindi cominciare a risalire la conca del Gartl fino al rif. Re Alberto (1:50 sui segnavia).
Dal rifugio Re Alberto ci si incammina seguendo evidenti sentieri fino alla base della Delago. Qui si segue l’evidente cengia (non difficile) che porta fino al canale fra Stabeler e Winkler (un grosso ometto poco prima del canale). Qui si possono lasciare gli zaini che nella fessura Winkler sarebbero di grosso impedimento. Sempre qui sarà il punto dove torneremo con l’ultima doppia.

Relazione

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1° Tiro.
Attraversare il canale e spostarsi sulla Torre Winkler. Risalire la paretina prima tenendosi sulla sinistra (un chiodo) e poi obliquare a destra (parecchie clessidre). Puntare decisamente all’evidente cengia che circonda la Winkler sulla quale ci sono due comode soste (prendere quella più a destra faccia a monte). 30m – III

2° Tiro
Seguire la cengia verso destra (faccia a monte). Prima ampia, poi si stringe. Il primo chiodo cementato non è la sosta, proseguire ancora a destra e la cengia torna ad allargarsi fino all’evidentissima fessura che rappresenta il tiro chiave della via. 35m – II

3° Tiro
La mitica Winkleriss, la fessura dello Zio Winkler. Dalla sosta salire l’evidente fessura fino al primo chiodo. Da qui proseguire incastrandosi nella fessura stessa fino ad un ulteriore chiodo e poco dopo ad un grosso friend incastrato (Roberto ha provato a portarlo a casa, ma era davvero ben incastrato!). Lo zaino risulta di grosso impiccio nell’incastrarsi.
A questo punto si deve affrontare il passaggio chiave (V-). Infilata la mano sinistra nella fessura si deve ricercare un enorme appiglio nascosto (sul labbro destro della fessura). Trovatolo, attaccare di cattiveria e prendere con la mano destra un evidente blocchetto a destra e quindi rimontare il terrazzino. 15m, V-. Sosta su due chiodi alpinisitici.

4° Tiro
Spesso doppiato con il precedente, ma noi abbiamo preferito fermarci dopo il passaggio chiave. Risalire in spaccata quella che è la prosecuzione della fessura Winkler, poi spostarsi a destra incrociando una fessura grigia e quindi sbucare su un terrazzino. Sosta sulla sinistra. 15m IV-

5° tiro
Superare una parete di circa 4m che risale proprio sopra la sosta fra il proseguimento della fessura Winkler ed un grosso canalone (chiodo). Risalire la fessura a sinistra e poi obliquare verso destra. Parecchie clessidre. Noi abbiamo continuato a risalire verso destra fino ad arrivare quasi allo spigolo Piaz. Arrivati ad una cengia ci sono due chiodi. Spostandosi a destra (faccia a monte) si può avere spettacolare vista aerea sui riff. Preuss e Vaiolet. Rinviare sui chiodi precedenti e quindi spostarsi a sinistra seguendo la cengetta (scendere un metro circa). Ancora a sinistra sosta su catena sotto una fessura strapiombante. 30m – III+.

6° tiro
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Dalla sosta seguire a sinistra la cengia, ignorando la prima evidente fessura e attaccando invece la seconda, più larga e profonda. Chiodo piegato e molto vecchio su cui rinviare proprio sulla parete sinistra della fessura. Risalire tenendosi all’interno della fessura per circa 5m e poi in corrispondenza di un chiodo piantato nel fondo della fessura uscire subito a destra (con un passaggio delicato) e risalire fino alla forcella che separa lo spigolo Piaz dal corpo principale. Mi raccomando, al chiodo non proseguire per la fessura che diventa strapiombante e molto, molto difficile (io sono rimasto nella fessura strapiombante e ho trovato il passaggio davvero difficile, per me VI). Da questa sosta parte verso nord la cengia che aggira il lato settentrionale della Winkler (ometti) e che dovremo percorrere in discesa (ho detto in discesa, non mentre salite!). 20m, IV-.

7° tiro.
Il più bello, arrampicata molto elegante e divertente. Passare sul lato Nord, Nord Est della Winkler e risalire la paretina frontale fino ad un grosso gendarme da aggirare a sinistra (anelli di calata su cui rinviare). Da qui proseguire per una fessura proteggibile a nut (io ne ho usato uno medio) fino ad un chiodo sulla sinistra. Risalire quindi il camino fino agli anelli di calata che rappresentano la fine della salita. Per arrivare in vetta, in realtà, ci sono ancora alcune roccette di II. Ancora una volta mancava il libro di vetta! 40m – IV-

DISCESA
Dagli anelli di calata della vetta calarsi per circa 35m fino alla cengia che avevamo incontrato alla forcelletta che divideva lo spigolo Piaz dal corpo principale. Da qui si vedono gli ometti che in leggera discesa conducono ad una cengetta molto stretta ed esposta.
Non conviene, come abbiamo fatto noi, raggiungere la cengetta direttamente con la prima corda doppia calandosi verso destra faccia a monte, perchè logicamente dopo diventa impossibile liberare dal basso le corde per l’angolo che si forma (abbiamo dovuto risalire la cengia per gradoni fin nei pressi della forcelletta per poterle recuperare).

Per affrontare l’espostissima cengetta (I grado) si può fare una sosta su spuntone proprio prima dell’imbocco.
Arrivati ad ulteriori anelli di calata nel canalone che divide la Winkler dalla Stabeler, ci siamo calati unendo due corde per circa 50m fino a giungere ad una comodissima sosta sulla Stabeler stessa. Pochi metri più avanti c’è anche un’altra sosta sulla Winkler (che però è un po’ più scomoda).
Da qui altra doppia da 50 metri che ci ha depositato sulla cengia appena più in basso della sosta del primo tiro.

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