lunedì, 13 ottobre 2008

Diario di Bordo - Corso di Alpinismo 2008

categoria: corsi , In Evidenza

Visto il grande successo del “Diario di Bordo” relativo al corso del 2007 abbiamo deciso di bissare l’esperienza anche in questo 2008.

Vi state domandando cosa è il “Diario di Bordo”? Semplice.

Innanzitutto è un luogo. Virtuale, ma pur sempre un luogo. Un luogo dove ritrovarsi per scambiare due parole, per sciogliere i dubbi, per fare quattro risate. Un luogo dove qualsiasi corsista, istruttore, ma anche un semplice appassionato può richiedere informazioni, spiegazioni, approfondimenti.
Un luogo dove verranno inserite le notizie relative al corso, alle uscite e i link alle foto.

Logicamente, per funzionare c’è bisogno dell’apporto di tutti.

Quindi dimenticate la timidezza e iniziate a scrivere.

E speriamo di bissare il successo dell’anno scorso (non solo a livello di “Diario di Bordo”, ma, e soprattutto, a livello di Corso stesso)!

Ciao a tutti!

paolino

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1

paolino

4 Aprile 2008 alle 6:40 pm

Dato che spesso nessuno vuol rompere il ghiaccio… lo faccio io.

Mi chiamo Paolino, sono il più magro degli istruttori del corso. Sono talmente magro che non ho bisogno di scalare, basta che prenda la giusta corrente ascensionale e mi ritrovo magicamente in vetta.

Un saluto, ciao!

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2

Tuxharlock

5 Aprile 2008 alle 1:34 pm

bravo!!!! hai voluto rompere il ghiaccio!!?? e guarda cosa hai combinato!!!!! allora sei tu il vero riscaldamento globale……

rottura del ghiaccio

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3

paolino

5 Aprile 2008 alle 1:48 pm

Attento Gallo… lo sai che ho una tua serie di foto MOLTO compromettenti…

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4

Tuxharlock

7 Aprile 2008 alle 7:35 pm

tutta roba fatta con photoshop falsa e tendenziosa!!! sono tutti timidi? nessuno partecipa!!!!

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5

Valerio e Cristina

8 Aprile 2008 alle 7:28 pm

…..e dategli il tempo di guardare sto sito, non tutti riescono a star lì a giocare col computer, c’è anche chi deve lavorare…….(scherzo)
un ex corsista nostagico

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6

Dona

9 Aprile 2008 alle 8:03 pm

Bhe’ intato il sito possiamo godercelo noi ex-alunni alpinisti!

Ci rivedremo alle uscite?
Sto cercando un compagno/a di cordata e anche un posto sul pullman, per la gita all’Allalin, spero di farcela prima che si sciolga tutto il ghiaccio.

A rivedervi presto
Dona

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7

paolino

9 Aprile 2008 alle 10:26 pm

Ciao Dona!!!!!

Come stai? Quali sono i tuoi programmi “tosti” di quest’anno? Rai du Cro Magnon? Marathon des Sables? Namibia desert Marathon? Monte ROsa sky race?

No, ci sono. Scommetto che ti sei iscritta al Lavaredo Ultra trail!

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8

paolino

10 Aprile 2008 alle 8:49 pm

Dona, Roberto mi ha dato il tuo cordino in kevlar che avevi lasciato al Gnifetti. Fammi sapere quando ti fai viva o se vuoi che lo lasci in sezione!

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9

Dona

10 Aprile 2008 alle 10:06 pm

Fuochino …, sono iscritta al Cro Magnon e come preparazione alla Abbot’s way, edizione 0, da Pontremoli a Bobbio pero’ ho un piede che cigola e qualcuno che mi consiglia di tenerlo a riposo … vedremo.

Il cordino tienilo in custodia tu, verro’ a qualche lezione del corso di alpinismo.
Ciao
D

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10

Lidia

11 Aprile 2008 alle 4:45 pm

ciao Donatella
anch’io parteciperò all’uscita sull’Allalin, e già domenica scorsa ai Corni di Canzo ti ho sentito dire che cercavi compagni di cordata. Capirai però che l’idea di salire un 4000 con una sky runner spaventa un pochino :D.

A dire il vero, l’anno scorso sul Rosa ero in compagnia di un tuo degno compare (Fabbry), ma me la sono cavata guidando io per un po’ e tenendo le briglie tirate quando stavo dietro! Accettata questa ipotesi, se non trovi niente di meglio… Comunque i partecipanti “fuori corso” saranno molti, come sempre, e un posto in cordata lo si trova sempre!

A risentirci
ciao ciao

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11

Dona

12 Aprile 2008 alle 9:37 am

Ciao Lidia,
tranquilla … sono una delle persone piu’ lente del Cai, piu’ si va lenti e piu’ si va lontano!

Mi piacerebbe fare una cordata al femminile per cui se si libero un posto sul pullman mi aggrego piu’ che volenteri ma a un patto:
Le briglie non me le faccio mettere, al limite una corda!

Buona domenica
D

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12

Tuxharlock

12 Aprile 2008 alle 4:20 pm

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13

gianni

14 Aprile 2008 alle 4:47 pm

Vorremmo pubblicare su questo sito le foto delle uscite del corso. Alla lezione di venerdì 18 o a quelle successive potete portare su una chiavetta le vostre foto - le scaricheremo sul pc del CAI e le metteremo in rete - ci contiamo !!!

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14

paolino

19 Aprile 2008 alle 8:56 am

Ed anche la lezione Meteo è passata. Come al solito, lezione lunga, ostica. Forse anche pallosa. Ma sicuramente importantissima.

A fine lezione in parecchi mi avete chiesto i link ai siti meteo. Ecco qui di seguito:

www.ossgeo.unimore.it
www.arpa.emr.it
www.nimbus.it
www.arpal.org
www.wetterzentrale.de
www.meteoblue.ch
www.westwind.ch
www.girovaghi.it
www.villasmunta.it/

A quelli sopra, ne aggiungo un paio per rispondere ad una precisa domanda sul meteo nelle dolomiti che mi è stata posta da… (sigh, non mi ricordo!). I siti più utilizzati che emettono bollettini già pronti (pigri, consultate le mappe!) sono, per il Trentino www.meteotrentino.it che emette anche un bollettino specifico per l’Alto garda (zona utilizzatissima da noi modenesi in Autunno e Primavera). Per le dolomiti bellunesi il sito di riferimento è quello del centro valanghe di Arabba.
Infine per la zona di Bolzano, sono ottimi bollettini emessi dal sito della Provincia di Bolzano.

Uff… che fatica.

Ah… un allievo mi ha chiesto dove si poteva trovare lo splendido “termometro a corda” che avete visto nell’ultima foto. Dato che non penso di avergli risposto (chissà poi il perché…) lo faccio qui.
Se volete vedere dal vivo la famosa corda meteorologica dovete recarvi al Rifugio Vallanta, sul Monviso. Così magari ne approfittate e vi fate lo splendido “Giro di Viso”.

Un ultima cosa… il Nonanotolano e il Bomportiano (si, voi due, è inutile che facciate i furbi) saranno con me alla prossima uscita, consiglio a tutti gli altri corsisti di portare la macchina fotografica perchè vedrete un inedito ed originalissimo modo di scendere in corda doppia…

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15

paolino

19 Aprile 2008 alle 9:16 am

Accidenti…. mi stavo dimenticando di tre cose importantissime.

La prima. Se volete farvi amico Andrea e da lui carpire e succhiare tutti i segreti della meteorologia dovete farvelo amico parlandogli di Capitan Harlock (”facci sognare capitano un’avventura dove io sono l’eroe che combatte affianco a te!”).

La seconda. Ho scoperto che a Bomporto sanno leggere! E quindi per rispondere ad una domanda proveniente da quei lidi, vi posto anche il titolo ed autore dei due libri di metereologia che avete visto ieri sera:
Il tempo in montagna - di Kappenberger - Kerkmann
I manuali del Club Alpino Italiano - Guida pratica alla meteorologia alpina

La terza. Ieri sera sono stati citati alcuni film ed alcuni mi hanno chiesto il titolo.
Mozart in the dolomites è uno splendido film tutto basato su musica, Dolomiti e cielo. E’ un accompagnamento visivo del Requiem di Mozart diretto da Jean-Charles Cuillandre. Imperdibile!
La morte sospesa è invece un film tratto dall’omonimo libro di Joe Simpson. E’ girato sotto forma di film documentario e la regia è di Kevin Macdonald. Al solito consiglio il libro (Simpson è uno dei pochi alpinisti che sa davvero scrivere… forse sarà perchè è laureato in lettere e filosofia) ma anche il film è molto bello. Racconta della salita alla Siula Grande da parte dello stesso Simpson e di Simon Yates e delle loro peripezie per ridiscendere dopo che Simpson si era rotto una gamba.

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16

Tuxharlock

21 Aprile 2008 alle 8:52 pm

Vi siete già scordati i tipi di nuvole la loro altezza la loro forma? Fate un salto qui!!!
http://www.meteoland.org/meteoland-school-didattica/enciclopedia-nubi-nuvole.htm
ciao ciao

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17

Roberto

30 Aprile 2008 alle 10:39 pm

Ciao a tutti,

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18

Roberto e Rita

30 Aprile 2008 alle 10:50 pm

Ciao a tutti,
un saluto da due ex corsisti che si uniranno a voi sui ghiacciai.
Se siete interesssati al barometro a corda ne esistono un paio di esemplari un pò più vicini (in posti meno panoramici): uno sopra Monte Acuto al passo della donna morta, ed uno a Pianaccio di fronte ad un locale che fa ottime crescentine (si può quindi compensare la perdita ambientale con un guadagno gastronomico).
A proposito, avete già fatto la lezione sulle attività obbligatorie post gita: fase solida, fase liquida ecc. ? E’ fondamentale per l’ottenimento dell’attestato di fine corso!!!

Ciao

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19

paolino

11 Maggio 2008 alle 10:30 pm

Ragazzi, qualcuno di voi si è attaccato un moschettone rosso all’imbrago? E’ un “Camp”.

Beh, insomma se lo avete visto portatelo a lezione che me lo riprenderei volentieri!

P.S. generico per il prossimo anno:
proibito accettare iscrizione di corsisti di peso inferiore ai 50 chili… oppure prevedere piombo per appesantili per le discesa in doppia…

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20

Marco B.

12 Maggio 2008 alle 5:14 pm

Paolino, non disperare. Il tuo moschettone è in buone mani - o cattive, dipende -: se non ricordo male, ce l’ha infatti Nicola.

Ciao

Marco

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21

paolino

14 Maggio 2008 alle 10:37 pm

Comunicazione di servizio

La lezione di Venerdì, quella sulla cartografia, si terrà solo ed esclusivamente in quel di Carpi.

Ci vediamo la settimana prossima.

Ciao, Paolino

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22

rebecca

30 Maggio 2008 alle 5:15 pm

ciao! bhè non c’è niente da dire i fatti parlano da soli…grazie a tutti gli istruttori (frase fatta x non rischiare di dimenticarmene qualcuno) e anche a tutti noi corsisti ke c stiamo divertendo un casino!!!tutte le volte che vedo uno spit esco dal razionale…un po’ insano…speriamo che (non)mi passi!mi sto ammalando di montagna!
ho fatto tanta di quella fatica x entrare al corso nonostante sia ancora piccolina…! ma ne vale la pena!!!raga ci vediamo in ferrata!

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23

Marco

1 Giugno 2008 alle 9:05 am

E’ il solito - ormai un po’ noioso, dirai tu - refrain.
Basta sostituire allo scoglio la roccia; all’acqua l’aria tersa e trasparente, o la nuvola; al ponticello sottile, teso sul vuoto, la distanza mai esigua tra uno spit e l’altro.
Anche in alto il gorgo stride. Capovolto.

Esterina, i vent’anni ti minacciano,
grigiorosea nube
che a poco a poco in sé ti chiude.
Ciò intendi e non paventi.
Sommersa ti vedremo
nella fumea che il vento
lacera o addensa, violento.
Poi dal fiotto di cenere uscirai
adusta più che mai,
proteso a un’avventura più lontana
l’intento viso che assembra
l’arciera Diana.
Salgono i venti autunni,
t’avviluppano andate primavere;
ecco per te rintocca
un presagio nell’elisie sfere.
Un suono non ti renda
qual d’incrinata brocca
percossa!; io prego sia
per te concerto ineffabile
di sonagliere.

La dubbia dimane non t’impaura.
Leggiadra ti distendi
sullo scoglio lucente di sale
e al sole bruci le membra.
Ricordi la lucertola
ferma sul masso brullo;
te insidia giovinezza,
quella il lacciòlo d’erba del fanciullo.
L’acqua è la forza che ti tempra,
nell’acqua ti ritrovi e ti rinnovi:
noi ti pensiamo come un’alga, un ciottolo,
come un’equorea creatura
che la salsedine non intacca
ma torna al lito più pura.

Hai ben ragione tu! Non turbare
di ubbie il sorridente presente.
La tua gaiezza impegna già il futuro
ed un crollar di spalle
dirocca i fortilizî
del tuo domani oscuro.
T’alzi e t’avanzi sul ponticello
esiguo, sopra il gorgo che stride:
il tuo profilo s’incide
contro uno sfondo di perla.
Esiti a sommo del tremulo asse,
poi ridi, e come spiccata da un vento
t’abbatti fra le braccia
del tuo divino amico che t’afferra.

Ti guardiamo noi, della razza
di chi rimane a terra.

(Con affetto e ammirazione.)

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24

rebecca

1 Giugno 2008 alle 1:53 pm

falsetto è appeso sul mio letto e ne ho sognato la variazione alpinistica dalla terza media…ormai mi conosci troppo bene…esiste un ‘troppo’?
mai avrei immaginato che tu potessi intuirmi così…è una sensazione profondissima, che riesce a dare la certezza che le rocce,della montagna come della vita, quelle che sfiorano il cielo come quelle che si nascondono tra la gente, non sono mai sterili…

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25

Marco

1 Giugno 2008 alle 6:04 pm

beh, finalmente una prosa degna - appena quanto basta comunque. mi chiedevo appunto se è al ginnasio che insegnano a scrivere nel modo in cui ti sei espressa nel precedente “commento” (ho tuttavia apprezzato quell’ “esco dal razionale”). in ogni caso la mia impressione, e lo dico mentre mi misuro il polso tenendolo tra il pollice e l’indice dell’altra mano, che il male da cui sei affetta sia, per tua fortuna, incurabile. la dubbia dimane non impaura nemmeno noi ma la sentiamo certo più vicina, anzi, vi siamo già dentro. fa’ in modo che la tua malattia sia come deve essere, vale a dire la tua salute.

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26

Marco

1 Giugno 2008 alle 6:09 pm

errata corrige:
“è che il il male da cui

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27

rebecca

2 Giugno 2008 alle 8:54 am

si, ecco cosa posso dire di aver imparato uscendo da due anni di ginnasio!mi sono piegata alla dilagante crittografia giovanile…gioventù bruciata!chi mi redimerà?

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28

paolino

2 Giugno 2008 alle 9:29 am

Il livello si fa aulico… normale, diranno i soliti, quando herr professor intinge la penna nel calamaio, ma sempre stupefacente dico io!

In fin dei conti è il referente del corso presso l’Accademia della Crusca!

P.S.
Logicamente io sono il referente del corso presso l’Accademia del Maiale, ma questa è un’altra storia.

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29

"Torre"

4 Giugno 2008 alle 8:36 pm

Salve
Scusate la scarsa vena letteraria ma, avete notizie sull’uscita di domenica ?
Si farà, non si farà ?
Il meteo è infernale ma, la speranza è l’ultima a morire (oltre ad esser un caffè storico di Pavullo) .

Attendo news

Stefano “Torre”

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30

rebecca

5 Giugno 2008 alle 1:27 pm

tra l’altro mi dispiace annunciarlo pubblicamente ma l’impianto che dovrebbe portarci al col raiser (se mi ricordo bene) domenica è chiuso x manutenzione.

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"Torre"

5 Giugno 2008 alle 4:33 pm

Allora tutti a piedi sotto l’acqua da Santa Cristina fino in vetta !

In effetti Rebecca ci becca . Hai ragione l’impianto riaprirà probabilmente il primo luglio .

Attendo comunque notizie dall’alto…non troppo in alto però.

Torre

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32

paolino

7 Giugno 2008 alle 2:34 pm

Comunicazione di servizio

Sto impastando due chili di gnocco al forno da portare domani!

Se qualcuno volesse essere così gentile da portare un salame sarebbe cosa buona e giusta.

Ciao!

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33

rebecca

16 Giugno 2008 alle 4:26 pm

allora?pronti x il modulo ghiaccio???dai scrivete io lo so che tutti leggono, leggiucchiano, fanno una timida e fugace visita al diario di bordo, poi se ne fuggono, tornando in alto mare!!!ho sentito durante la ferrata sul baldo la gente che tra un discorso e l’altro infilava un velato accenno alla loro ultima visita al sito…nessuno scrive?nessuno ha news?
forza che sono iniziate le vacanze!non vi scoraggia sapere alla sera che i vostri figli hanno trascorso la giornata vegetando sul divano?sentite il sangue ribollire nelle coscie placidamente appoggiate alla sedia del vostro posto di lavoro?vi chiama il ghiacciaio?

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34

paolino

16 Giugno 2008 alle 5:52 pm

Dice bene Rebecca! L’anno scorso abbiamo avuto centinaia di commenti, quest’anno sono tutti molto più timidi!

Ah… io vi sto scrivendo da Valdaora, dato che sono in ferie tutta la settimana con la famiglia. Il tempo è infame ma speriamo migliori.

Rientro Venerdì sera, poi tempo di fare lo zaino ed è già ora di partire per venire con voi sul Rutor.

Dura la vita di noi Supereroi!

Ciao

P.S.
Ricordo a tutti che ci sono un mucchio di cibarie che non vanno da male in due giorni, quindi siete pregati di darvi da fare.

P.P.S.
Non so se Fabio ve lo ha detto o no… ma chi non sa fare il cordino da ghiacciaio paga una penale di 10 euro!

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Dona

16 Giugno 2008 alle 11:36 pm

Posso condividere con Voi la mia gioia per aver concluso il cro-magnon?

22h 49′ da Limone Piemonte a Cap d’ail, versione ridotta, causa neve fresca caduta la notte prima, si fa per dire viso che era piu’ di 90km con +- 11.000 mt dislivello, 3h di pioggia pesante nel pomeriggio e uno splendido percorso attraverso il Parco del Marcantour, fino alla discesa verticale sulle rocce di Montecarlo.

Ve la consiglio…..
dona

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36

paolino

17 Giugno 2008 alle 8:52 am

Dona, lo sai vero che io ti odio? 8-)

11.000 m di dislivello… e pensare che a me viene il fiatone ad arrivare su alla pietra!

Per punizione non ti porterò il cordino! (ma ci sei sul Rutor?)

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37

rebecca

17 Giugno 2008 alle 6:03 pm

lasciaci il tempo di imparare a fare il cordino da ghiacciaio!!!
non so voi ma i carpigiani lo impareranno domani sera!
..e in ogni caso è sempre colpa dei prof se gli alunni non assorbono i contenuti…;-) occhio che ti tiri la zappa sui piedi!

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Dona

17 Giugno 2008 alle 10:28 pm

Purtroppo al rutor non ci sono perchè non ho trovato posto….ma se qualche alunno viene bocciato nella preparazione del cordino io potrei prendere il suo posto, con il mio cordino viola ancora fatto dall’Adamello!

Fammi sapere che è un attimo fare lo zaino, un po’ di gamba mi è rimasta malgrado il dislivello fatto

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39

michela

19 Giugno 2008 alle 3:18 pm

pronto lo zaino per il ghiacciaio? siete carichi? volevo salutarvi visto che ieri sera non ci siamo visti….mi raccomando fate tante foto e se qualcuno ha voglia accetto aggiornamenti sms…

ps. davide scusa ho ancora il tuo cd, te lo porto per l’ ultima lezione…..

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40

rebecca

19 Giugno 2008 alle 8:20 pm

ah…è vero che ci avevi detto che non ci saresti stata…dai ti racconteremo tutto fedelmente!
comunque ho iniziato oggi a pesare lo zaino e a immaginare quanto arriverà a pesare una volta aggiunti cibo, acqua e ferraglia da ghiacciaio…!

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41

Lidia

19 Giugno 2008 alle 10:33 pm

ciao Donatella!
leggere dei tuoi recenti risultati con il cro-magnon mi ha terrorizzato!
non so se alla fine vieni sull’Allalin, ma se vieni e c’è ancora la possibilità che noi due si vada in cordata insieme, credo che dovrò sedarti.
Parliamone…
:))
Scherzi a parte, dimmi cosa fai e con chi sei…

PS
comunque sia, complimentoni! A me il numero “11.000″ ricorda solo la quantità di km che compio grosso modo in un anno alla guida della mia auto. Figurati!

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42

Dona

20 Giugno 2008 alle 7:28 am

Ciao Lidia,

tranquilla!
tra una “prestazione” da super women e l’altra faccio semplici passeggiate in montagna…meglio non esagerare.
Purtroppo per Allalin non ci sono perchè non ho trovato posto, specie per il pullmann, se si libera anche all’ultimo minuto vengo piu’ che volentieri e mi attacco alla tua corda!

Spero di vederVi tutti presto
Dona

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43

rebecca

20 Giugno 2008 alle 7:41 pm

qualcuno ha trovato un cordino rosso da 1 metro e mezzo già chiuso con il solito contrasto? alle estremità ha un giro di nastro isolante rosso…non è un gran perdita però…

Ok ora sentite la citazione pre weekend:

Quando i piedi non vi vogliono più portare, si sale con la testa.
Ed è vero. Forse non è nell’ordine naturale delle cose, ma non è meglio camminare con la testa che pensare con i piedi, come succede sovente?

questo Daumal l’ha pensata giusta…

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44

paolino

20 Giugno 2008 alle 8:25 pm

Rebecca, non mi toccare il mitico Renè Daumal ed il suo “Il monte analogo”. Io adoro quel libro!
Già solo uno che decide di fare un viaggio “non euclidea” su un’imbarcazione chiamata “L’impossibile”!

Diciamo che è il libro che sancisce la metafisica dell’alpinismo.

“[…] Con un gruppo di compagni, partivo alla ricerca della Montagna, che è la via che unisce la Terra al Cielo; che deve esistere da qualche parte sul nostro pianeta […]”

“[…]Se fai uno scivolone, una caduta non grave, non avere un attimo di interruzione, ma già nel rialzarti riprendi la cadenza della tua marcia. Imprimiti bene nella memoria le circostanze della caduta, ma non permettere al corpo di rimasticarne il ricordo. Il corpo cerca sempre di rendersi interessante con i suoi tremiti, il suo ansimare, le sue palpitazioni, i suoi brividi, i suoi sudori, i suoi crampi; ma è molto sensibile al disprezzo e all’indifferenza che il suo padrone gli dimostra. Se sente che quest’ultimo non si lascia impressionare dalle sue geremiadi, se capisce che non c’è niente da fare per impietosirlo, allora riprende il suo posto, e compie docilmente il suo dovere […]”

“[…] Ma non si può sempre restare sulle vette, bisogna ridiscendere… A che pro, allora? Ecco: l’alto conosce il basso, il basso non conosce l’alto […]”

“[…] “…prendiamo continuamente l’accidente per la sostanza, l’effetto per la causa, il mezzo per il fine, il nostro battelo per un abitazione permanente, il nostro corpo o il nostro intelletto per noi stessi, e noi stessi per una cosa eterna […]”

Queste sono solo alcune di quelle che mi ero appuntato anni fa quando avevo aperto il mio primo sito di montagna (che allora si chiamava montagnando).

Ciao!

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45

rebecca

20 Giugno 2008 alle 9:23 pm

ma va’ non lo sapevo!!!
sto leggendo un libro di una free climber francese, catherine destivelle e mi sono imbattuta nella citazione…
dal momento che i (pochi) riferimenti alla fonte erano in francese ho subito disperato, credendo di avere a che fare con uno sconosciuto…(can bo’ che cultura alpinistica, eh? riesco sempre a stupirmi!), del quale sarei riuscita a trovare il libro nel anno del Forse e nel mese del Mai.
il libro è una reliquia inviolabile e negata ai comuni mortali o me lo presti?

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46

paolino

20 Giugno 2008 alle 9:27 pm

Te lo presto… anche perché se ho capito bene è esaurito. Logicamente è pubblicato da Adelphi. Chi altri poteva pubblicare un libro del genere?

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47

Fabio

20 Giugno 2008 alle 10:27 pm

Visto che che si “viaggia” sul difficile vedi Il Monte Analogo, e sono a conoscenza che molti di voi sono appassionati cinefili, un film di montagna ” molto particolare”, forse di difficile reperibilità.
La montagna sacra di Alejandro Jodorowsky dove l’ascesa al monte è ricerca di sè stessi tutto nello stile provocatorio e onorico del regista scrittore cileno.
Notte

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48

rebecca

24 Giugno 2008 alle 5:45 pm

allora Paolino? chi ha vinto? tu o la Winkler?

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49

Tuxharlock

24 Giugno 2008 alle 7:07 pm

posso anticiparti che…. come sempre….. ha vinto Paolino…. e non avevo alcun dubbio!!!

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50

paolino

25 Giugno 2008 alle 9:41 pm

Ciao Rebecca!

Logicamente quella che ha vinto è sempre la montagna. Con la sua forza statica, la sua invitante pericolosità, la sua bellezza austera.

Riguardo la Winkler, devo dire che non è andata male. Sulla Winkleriss siamo passati bene e mai ci è venuto in mente di aggirarla per la variante. Ho fatto un po’ di casino un paio di tiri dopo la “riss”, in un’altra fessura. Ho dovuto lottare parecchio, ma alla fine, pur se con passaggio poco ortodosso, sono riuscito ad uscirne.

Ne approfitto per ringraziare Gianni e Roberto per avermi accompagnato in quest’avventura. Roberto ha potuto fare la sua prima via in ambiente e Gianni è stato meraviglioso in discesa, facendo tutto lo “sporco lavoro” di preparare e sgarbugliare le corde nelle doppie.
Appena ho un filo di tempo faccio la relazione da mettere sul sito accompagnata da un po’ di foto.

Ciao a tutti!

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51

gianni

26 Giugno 2008 alle 10:39 pm

Onore a Sua Maestà Paolino I, Re del Vajolet! il quale ha da primo superato la fessura dello zio Winkler in quattro e quattr’otto, e poi ha caparbiamente raddrizzato in strapiombo la linea zigzagante originaria della fessura successiva. E chi lo dice che non esiste più la lotta con l’alpe? io ero proprio sotto il Titano e la lotta è stata senza esclusione di colpi! che spettacolo !

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52

gianni

27 Giugno 2008 alle 5:19 pm

Qualcuno ha per caso dimenticato una frontale al Rutor? ne ho trovata una sotto il mio letto in rifugio.

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53

dona

27 Giugno 2008 alle 5:21 pm

Complimenti a tutti!

Paolo, Prepara il cordino viola per la grande gita in Switzerland….è ora che torni dalla ua mamma
Dona

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54

paolino

27 Giugno 2008 alle 6:50 pm

Troppa grazia Gianni. Ho appena finito di rileggere le relazioni… mi sa proprio che quando sono partito per quel tiro io abbia dimenticato tutto e che quindi, oltre a non vedere il passaggio d’uscita a destra, non me lo sia neanche ricordato… dato che sulle relazioni c’è scritto che per evitare lo strapiombo si deve uscire dopo 5 metri.

Comunque diciamo che adesso c’è una fessura con il mio nome 8-)

P.S.
Dona… il cordino sta arrivando! Neanche Lessie è stato così tanto lontano da casa!

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55

paolino

28 Giugno 2008 alle 4:05 pm

Olà! Ce l’ho fatta. Stamattina prima di mettermi a grigliare quei due/tre quintali di costoline ho trovato il tempo di ridimensionare le foto e finire la relazione della torre Winkler.
Per chi fosse interessato:

relazione

foto

P.S.
Ero già fiero prima di partire: paolino fiero alla partenza

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56

paolino

29 Giugno 2008 alle 12:23 pm

Rebecca… parlando di libri mentre salivamo al rifugio ti ho dato l’indicazione di un libro che parlava del rapporto uomini-montagne. Logicamente ti ho dato titolo ed autore sbagliati.
L’autore è Robert Macfarlane ed il titolo è “Come le montagne conquistarono gli uomini” (e ti prego di notare che non sono gli uomini a conquistare le montagne, bensì le montagne a conquistare gli uomini…). E’ pubblicato da Mondadori nella sua splendida collana “Strade Blu”. Per intenderci è la collana che ha pubblicato i romanzi di Dave Eggers (”L’opera struggente di un formidabile genio” è un capolavoro) ed anche gli ultimi romanzi di quel genio dell’onirico che è Neil Gaiman (”I ragazzi di Anansi” è tanto particolare quanto geniale).

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57

Roberto

29 Giugno 2008 alle 6:00 pm

Ciao a tutti, uso anch’io il vostro diario di bordo per ringraziare Paolo (che ha aperto una variante di VI sulla via Winkler all’omonima torre) e Gianni che mi hanno portato in vetta alla tanto agognata torre. Fare la mia prima via in ambiente in mezzo a loro due è stato come viaggiare nella bambagia (come un pisello in un bacello direbbe Stanlio).
Ora che abbiamo raggiunto l’affiatamento, vediamo se la cordata dei papà (come qualcuno l’ha definita) si cimenterà in altre imprese.

Saluti
Roberto

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58

fra+enrico

29 Giugno 2008 alle 6:01 pm

ragazzi, c’entra niente, ma visto che si parla di libri…e il caldo mi ottunde…
ne ho appena finito uno, si chiama “l’ordine”, di Leena Lander, finlandese, pubblicato da Iperborea: è così bello che l’ho iniziato stamattina, 361 pagine, e non sono più riuscita a mollarlo
sto mica bene, però…
a presto
fra
ps anch’io ho avuto un’avventura con daumal, sul monte analogo, ma avevo finito gli stupefacenti e non ci ho capito quasi niente, però la canzone dell’alpinista sfigato merita un 10!!

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59

rebecca

30 Giugno 2008 alle 9:50 am

ho finito di leggere daumal ieri e sono rimasta senza fiato…cavolo doveva morire proprio lasciando la frase a metà???
bhè, però si intuisce comunque il cuore del romanzo…notevoli le corrispondenze con la filosofia indiana e vedica!complicate ed affascinanti.
quello che prò mi ha stupito veramente è stata la capacità -maniacale, direi- di daumal di far corrispondere perfettamente i diversi piani su cui il monte analogo si sviluppa (e per ognuno dei quali si può trovare un livello di lettura) : alpinistico in primis, poi personale e perfino cosmogonico…qui si vola alto!

ormai è terminato anche nelle terre estreme-into the wild, il libro di krakauer da cui hanno pochi mesi fa hanno fatto il film, e sulla scrivania mi attende la montagna sacra, il libro da cui è stato tratto il film che citava fabio…

a proposito il film è in biblioteca a carpi.

anzi no, oggi pomeriggio sarà a casa mia.
in settimana lo riporto, così chi lo vuole vedere se lo va a prendere.
ciao!

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60

fra

30 Giugno 2008 alle 11:50 am

ciao rebecca,
viva la gioventù che legge!
se ti piacerà il personaggio alejandro jodorowski, ti consiglio anche “la danza della realtà”, edizioni feltrinelli…autobiografico, incredibile e bellissimo
ciao
f
ps e del film into the wild che te ne è sembrato?

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paolino

30 Giugno 2008 alle 4:29 pm

Il film di Sean Penns è il classico esempio di come sia difficile la trasposizione di un libro in film.
Nel film, Christopher McCandless, il protagonista, ne esce quasi come un eroe. Un eroe romantico, e quindi perdente, ma pur sempre un eroe. E vi è anche una connotazione molto “beat generation”. Nel libro di Krakauer, invece, Cristopher ha molto più dello sfigato con deliri di onnipotenza. Comunque il film non è male.
Riguardo al libro, invece, a me non è piaciuto pià di tanto, pur essendo io molto più vicino alle posizione di Krakauer rispetto a quelle di Sean Penns nei riguardi del protagonista.
Il Krakauer scrittore di “Aria sottile” è decisamente più dotato dello stesso Krakauer di “Nelle terre estreme - Into the wild”. Di “Aria sottile” si può non condividere il racconto romanzato e a volte forzato che ne fa Krakauer (ed infatti non sono mancati i libri che raccontano un’altra verità di quello che è accaduto sull’Everest nel 1996, come quello di Anatoli Boukreev o quello di Lene Gammelgaard), ma gli si deve riconoscere una grande tecnica narrativa nella gestione del pathos e del climax. io non ho ritrovato tutto ciò in “into the wild” e quindi l’ho letto, ma senza che lasciasse quasi traccia. Stesso discorso per un’latro libro di Krakauer, “Il silenzio del vento”.

Se qualcuno ha invece letto dello stesso Krakauer “In nome del cielo. Una storia di fede violenta” sarebbe molto carino a dirmi come gli è sembrato. Io non l’ho preso ma devo dire che ne sono in qualche modo attratto.

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62

dona

3 Luglio 2008 alle 8:33 am

Paolo,
mi raccomando il cordino!
Gli unici nodi che ricordo sono il nodo a palla…non riuscirei a rifarlo

Ci vediamo sab matt a Capri
D

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63

Lidia

3 Luglio 2008 alle 8:52 am

ciao Dona.
il tuo cordino è già in mie mani! Nella quasi certezza di dimenticarlo, infatti, Paolino me lo ha affidato martedì sera, scaricandomene la responsabilità.
A questo punto non rimane che sia io a dimenticarlo! Ma avendolo messo con i miei, significherebbe che dimentico tutto il mio cordame, ipotesi che giudico tanto tragica quanto remota.
Abbi fede: presto potrai riabbracciarlo!

A sabato mattina
Lidia

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64

paolino

3 Luglio 2008 alle 9:07 am

Ehm… Dona…
… sei sicura che ci vediamo a CAPRI?
L’escursione cos’è? CAPRI e costiera amalfitana 8-)

Sai comunque cosa ti dico? Che io ci starei. Quindi al posto della piccozza e ramponi preparo pinne fucile ed occhiali!

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dona

3 Luglio 2008 alle 8:11 pm

E’ bellissimo sapere che il cordino ha avuto un ulteriore passamano, sta diventando la mascotte del CAI.

Pero’ l’idea della costa amalfitana non è male, pensiamoci domani sera mentre facciamo lo zaino.

Ora vado a ripassare un pò di nodi.
Ciao
D

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66

Caregnato Gabriella

4 Luglio 2008 alle 2:29 pm

ciao a tutti, sempre meglio in ritardo che mai..
xxxxxxxx Gianni il frontale l’ho dimenticato io, riesci ad allungarmelo domani?
Paolino… complimenti per la foto.! sarebbe stato bello vedere anche quella scattata dopo la salita alla Torre … …

le foto che ho scattato al Rutor le possiamo inserire ? a che formato devo ridurle?

ho preparato il mio tributo per domenica,, il buccellato lo conosci?

a domani e PREPARIAMOCI … allo spettacolo che vedremo dai 4000!!

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67

paolino

4 Luglio 2008 alle 3:41 pm

Buccellato… uvetta… fichi secchi… è quello?

Per le foto, fammi un CD che me lo porti domani, così le inseriamo!

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68

gianni

4 Luglio 2008 alle 7:05 pm

Gabriella, mi dispaice, ma la frontale l’ho già rivenduta ….

scherzo! la metto nello zaino subito così non mi dimentico
A domani!

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Lidia

12 Luglio 2008 alle 11:53 am

Ciao a tutti.
Il tema proposto è così interessante e drammaticamente attuale per chi vive un poco la vita della Sezione che non riesco a trattenermi dal partecipare! Cercherò però di essere molto pragmatica anche se a rischio di essere un poco “crudele”.

1: dopo il corso
Sono contenta che i partecipanti a questo corso abbiano tanta voglia di fare: uno dei problemi legati all’organizzazione dei corsi, come già ricordato, è proprio la perdita delle tracce di chi vi ha partecipato, e vedere che i partecipanti di quest’anno (così come degli ultimi 3/4 anni, a dire il vero) mostrano tanto entusiasmo è motivo di grande soddisfazione per tutti. Anch’io, assieme a qualcun altro del mio corso, ho potuto godere della disponibilità di qualche aiuto-istruttore e di Fabio stesso a fare qualcosa che da sola non avrei mai potuto affrontare, cosa di cui non posso che essere grata.
Forse non sarà facile trovare subito qualcuno che ti accompagni. Molti (Nicola in primis), hanno fatto e continuano a fare molto per i corsi e i corsisti. Ma ognuno di noi ha il proprio fuoco sacro della montagna, e tra i tanti impegni professionali e privati non si può essere disponibili per tutti, così si finisce con il dare priorità ai propri obiettivi personali.
Tu però non gettare la spugna. Continua a buttare sul tavolo proposte e richieste :))! Qualcuno risponderà, non temere. Come vedi siamo già qui a risponderti via mail.

2: il fuoco sacro della cima
Il numero 4000 fa una certa impressione. In Italia è la quota più alta che puoi raggiungere e diventa comprensibilmente un obiettivo importante (e dopo i 4000 ti verrà voglia di toccare 5000, e poi 6000…). Ma andare in montagna presuppone un’esperienza anche su terreni che non vanno oltre i 2500, o sfiorano appena i 3000. In Italia ce ne sono a bizzeffe, e sono tutti lì a portata di mano per metterci alla prova con salite che possono farci sputare sangue, e ci bagneranno le ossa per la fatica e la preoccupazione di mettere i piedi solo nei posti giusti e meno pericolosi. Non disdegnarle. So bene che può suonare banale, ma la montagna è soprattutto questo. Va benissimo coltivare un obiettivo “importante”, ma piuttosto di 2 uscite clamorose a stagione, è meglio farne 10 apparentemente meno performanti. Ti tempreranno il corpo e la mente, e contribuiranno altrettanto bene (anzi, forse meglio) al tuo curriculum.

3: ghiacciai
Bravo! Non azzardarti ad affrontare uscite su ghiaccio senza una guida esperta. E per guida esperta intendo almeno qualcuno che sa leggere il terreno e l’ambiente, o magari ci è addirittura già stato. Non c’è da scherzare. E se quest’anno la stagione butta male (maltempo, ritiro dei ghiacciai, indisponibilità di amici, parenti e conoscenti ad accompagnarti), vabbè, sarà per il prossimo anno. Credo che l’invito di Nicola a frequentare la sezione e armarti di bussola e cartina, sia da interpretare proprio in questa direzione: imparare ad andare in montagna, cosa che presuppone anche un po’ di iniziativa privata a progettare e sbagliare, a volte. O mancare l’obiettivo. Venite in sezione e rivolgetevi a chi in montagna ci va da anni e ha percorso il fior fiore dei sentieri delle nostre montagne: sapranno darvi i consigli giusti sulle mete e sulle modalità per affrontarle.

4: il futuro (sic!)
Non scordatevi che in Sezione (da noi come nelle altre), ci sono calendari annuali di escursioni più o meno difficili, e ci sono persone che appena possono scappano su per sentieri anche al di fuori dei programmi sezionali. Basta scegliere e provare, non solo i sentieri ma anche le persone con sui si va in montagna, che sono tanto importanti quanto le destinazioni. Quindi, fatevi vedere, telefonateci e chiedete. Noi (mi includo, anche se non sono titolata) proveremo anche a organizzare qualcosa in più rispetto a quanto già offerto, magari unendo l’utile al dilettevole!
Tanto Lorenzo ha detto che troverà il modo di legare la chitarra allo zaino, Matteo riempirà il proprio di pane e salame e Paolino non la smetterà di parlare, parlare e parlare intrattenendoci nel migliore dei modi (o così gli lasciamo credere). :)
Sia chiaro, però: queste sono le condizioni sine qua non!

Un salutone a tutti quelli che ho potuto conoscere di persona (i sopraccitati + Davide, Luciano, Angelo, Paolo, Vasco, Rebecca e le altre ragazze, l’organizzatore della cena, quelli di cui non ricordo il nome… ma forse sono già tutti, più o meno!) e un arrivederci a chi è riuscito a prenotare un posto per la Marmolada.

Lidia

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70

Enrico

12 Luglio 2008 alle 2:09 pm

Carissima Lidia,

grazie a te e a Nicola per aver preso così seriamente la mia proposta.
Avete proprio ragione sul fatto che bisogna imparare ad andare in montagna! Imparare progettando e organizzando in prima persona uscite in ambiente, ed essendo pronti a sbagliare, per poi migliorarsi!
E ti assicuro che non ho ma disdegnato, e mai lo farò, terreni e cime che sono ben al di sotto dei 4000 metri.
E davvero, come ho già detto nella mia prima mail, riconosco e ammiro l’impegno che gli istruttori mettono in tutte le attività del CAI in cui sono coinvolti! Ed è normale che appena abbiano un pò di tempo, pensino ai loro obiettivi personali. Su questo non discuto assolutamente!!!

…ma avevo davvero voglia di provare l’emozione di arrivare a quella quota! Ed è ovvio che qualcuno di esperto dovrebbe accompagnarmi, come hanno fatto con te e con Nicola! Accompagnarmi come guida, ma anche come graditissima compagnia, data la simpatia di ognuno degli istruttori!!

E va beh, se non sarà stavolta, sarà la prossima!

E’ stato un piacere averti con noi nelle ultime due uscite del corso, ci ri-incontreremo sicuramente in qualche piccola avventura in montagna… con Lorenzo e la sua chitarra, Matteo che taglia il salame e non riesce a mangiarne una sola fetta data la voracità dei suoi compagni di escursione, ecc. ecc.!!!!

Un saluto a tutti, istruttori, aiuto istruttori, allievi ed esterni di queste ultime due uscite!!!

Enrico.

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71

Lidia

15 Luglio 2008 alle 5:40 pm

… visto Enrico?
come pronosticato, qualcuno ha già “abboccato”!
E adesso ti tocca anche scegliere.
:)
Ahhhh, quanto è difficile la vita del corsista entusiasta!

Buona salita e a presto
Lidia

PS: pare che nei gg scorsi in Val d’Aosta sia nevicato anche intorno ai 2500 m…

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72

michela

30 Luglio 2008 alle 2:41 pm

ciao alpinisti! volevo informarvi che il 3/4/5 agosto sto organizzando con alcuni amici la salita al cevedale partendo dal casati, l’invito e’ aperto a tutti.

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73

Enrico

30 Luglio 2008 alle 2:51 pm

Ciao Michi!!
Non sai quanto mi piacerebbe, ma il 5 devo prendere un aereo per le mie vacanze… non che mi dispiaccia eh!! Però sarei venuto volentieri! Ehhh… non si può fare tutto!
Ciao, a presto!!

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74

paolino

1 Agosto 2008 alle 4:35 pm

Brava Michele, così si fa!
Io, ahimè, il 4 e 5 sarò a lavorare.

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75

gianni

1 Agosto 2008 alle 9:25 pm

Ma beeeene !!! Anch’io voglio dire il mio “brava Michela!” - fa piacere vedere che avete voglia di andare in giro dopo il corso e che facciate pubblicamente delle proposte. Sembra un gioco, ma anch’io devo dire no - anzi, c’è qualcuno interessato al Triglav-Tricorno dal 4 agosto in poi? Ciao a tutti!

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76

Lidia

2 Agosto 2008 alle 10:00 am

Ciao Michela! brava brava. È così che si fa.
Sarei venuta volentieri perchè non ci sono mai stata, ma sono impegnata e non riesco…
Spero che la salita vi dia soddisfazione. In bocca al lupo e a presto.

Approfitto per salutare calorosamente tutti e augurare buone vacanze. Alla prossima!
Lidia

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77

rebecca

9 Agosto 2008 alle 11:14 pm

ciao a tutti!
allora michela??…raccontaci!
cosa ci dici del cevedale?

io sono tornata oggi da un mese in val di fassa che mi ha vista isolata dal mondo della tecnologia e delle comunicazioni veloci…e sono tornata con un fantastico bagagli di…oolè!!!! :passeggiatine al livello di mio fratello (6 anni).

e va bene lo stesso. quando hai sedici anni hai una gran voglia di fare la separatista ma poi ti adatti a chi in famiglia tira sempre verso il basso…(quando ne avrò trenta dirò che è colpa del lavoro)

bisogna però fare un olè da stadio (questa volta senza alcuna malinconica ironia) a gianni il quale, in vacanza con la famiglia, si è accorto che dal suo balcone vedeva casa mia…insomma è saltata fuori qualche cosa carina.. ;-)))

e divertente è stata dopo tutto la scappatella in marmolada,la quale ci ha impietosamente respinti ma sono propensa a credere che se una montagna non ti vuole allora non c’è niente da fare…

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gianni

13 Agosto 2008 alle 7:43 pm

… ooolè!!! beh, intanto da uno dei giri “da famiglia” è nata la prima relazione di salita firmata Rebecca, di prossima pubblicazione su questo sito (non vedo l’ora di leggerla!) e la cosa non può che fare piacere.

Comunicazione di servizio alla Rebecca: thestamp@tiscali.it

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79

paolino

15 Agosto 2008 alle 10:16 am

Anche lo Scapadizzo avrebbe un paio di relazioni da fare… se non fosse stato sopraffatto dall’emozione!
Comunque devo dire che si è comportato molto bene sia sul Sasso di Stria (spigolo Cobertaldo) sia sulla torre piccola di Falzarego (via delle guide). Dovevate sentire come urlava dopo aver passato il passaggio chiave domenica mattina (la famosa parete Strobel).
Comunque mi sarebbe piaciuto vedere la faccia di Matteo che mentre mi faceva sicura sul settimo tiro è stato raggiunto da un altro scalatore che gli ha detto “Ma tu, da dove diavolo sbuchi?”. E poi via un siparietto del tipo “io ho fatto la via delle guide” e l’altro, “No, la via delle guide l’ho fatta io”, “no tu sei sulla Comici”, “Cazzo, ecco perchè era così dura, ma sei sicuro? Non è che tu sei sulla Brandolin?”…

Approfitto per ringraziare pubblicamente i ragazzi di Bolzano che come noi hanno dormito in macchina nel parcheggio del Forte intra i Sass a 2 gradi e che vedendoci molto infreddoliti ci hanno messo su un caffè bollente! Ringraziamo anche la coppia di Padova che ci ha offerto una pastasciutta dopo l’arrampicata sulla Via delle Guide.

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80

lorenzo

27 Agosto 2008 alle 12:11 pm

Mi duole constatare che vi lascio da soli un fine settimana e finite per patire la fame e il freddo….Paolino, da un esperto in rifugi/ristoranti del Trentino Alto Adige come te non me lo sarei mai aspettato!!!
Vorrà dire che si recupererà in una prossima uscita, che spero si riuscirà ad organizzare con anche il sottoscritto, visto che avrei una bella corda da 60mt da inaugurare!

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81

paolino

28 Agosto 2008 alle 3:35 pm

A dire il vero abbiamo mangiato come due vitelli. Io avevo fatto una quantità di riso freddo che ci si mangiava in quattro! Riguardo all’invito in camper (troppo gentili Elena e Roberto!), Elena era convinta di doversi sdebitare perchè sulla parete Strobel ha avuto dei problemi e abbiamo dovuto fare la piramide umana. A dire il vero lo Scapadizzo non ha fattu nulla 8-)

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michela

1 Settembre 2008 alle 2:13 pm

ciao alpinisti!da quello che leggo le vacanze sono andate bene, una di queste sere vengo in sede(sia carpi che castelfranco)così mi raccontate.
Per quanto riguarda il cevedale è stato bellissimo le previsioni non erano delle migliori ma alla fine ho trovato una giornata limpida e un panorama stupendo!

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