giovedì, 20 novembre 2008

Monte Baldo - Il Trapezio

categoria: Relazioni , Alpinismo

IL TRAPEZIO di Fabio Montorsi

A breve distanza dalla nota palestra d’arrampicata di Brentino, alle pendici orientali del Monte Baldo, già da tempo sono state percorse delle placche di ottimo calcare.
La parete, chiamata dai primi salitori il Trapezio, è percorsa da parecchi itinerari, tutti di difficoltà molto abbordabili, alcuni dei quali sono stati da poco segnalati ed in parte attrezzati. La roccia solida ed eccezionalmente ricca di appigli consente un’arrampicata elegante e nel contempo sicura, ideale per chi vuole iniziare a muovere i primi passi da capocordata.
La ancora scarsa frequentazione e le caratteristiche del terreno, fanno sì che sia necessario prestare attenzione ad alcuni blocchi rocciosi staccati presenti in diversi tratti delle vie, e a non smuovere sassi. Non va dimenticato, infatti, che l’abitato de I Tessari si trova praticamente alla base della parete.

Accesso
Dall’uscita Affi-Garda, dell’autostrada A22 del Brennero, si seguono a destra le indicazioni per Trento e Rívoli Veronese. Dopo circa due km, si raggiunge una rotonda dove si svolta a sinistra per Rivoli, tralasciando a destra il centro del paese e proseguendo sino alla località Zuane dove si imbocca un ponte sulla destra, indicazioni per Trento. Scesi alcuni tornanti si raggiunge Canale d’Adíge, e dopo circa un km, la località I Tessari, 130 metri di quota circa, per giungere la quale si svolta a sinistra attraversando un altro ponte, 10 km circa dal casello. Possibilità di parcheggio in uno spiazzo all’inizio del paesino.

VIA CIPRIANI-SITTA

Dislivello: 150m
Sviluppo:250m
Tiri: 6
Difficoltà: AD+, dal II° al IV° un passo di IV°+
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 1.30 - 2.00 ore
Periodo: Tutto l’anno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. In via sono presenti alcune soste attrezzate con cavetto d’acciaio e qualche chiodo, ma sono infinite le possibilità di assicurazione naturali, su alberelli e clessidre. Molto utili i cordini di kevlar

VIA CIPRIANI-SITTA
I primi tiri di questo itinerario non sono molto interessanti e si svolgono su rocce miste ad erba. Nonostante ciò, merita di essere salito per la stupenda placca del quarto tiro e per l’interessante diedrino finale, superabile con un passaggio non banale. La roccia è veramente ottima su tutto il percorso, prestare solo attenzione al primo tiro per la presenza di detrito e di qualche blocco mobile.

Avvicinamento
Dal parcheggio di fronte alle case si va a piedi verso sinistra in direzione sud, per stradina a fondo naturale, fino ad un rustico. Si svolta a destra sempre per la carrareccia che, dopo breve tratto, si inoltra in salita nel bosco. Dopo un tornante a sinistra troviamo sulla nostra destra un segno di vernice verde fosforescente ed indicazione rossa sbiadita “il trapezio”, inizio della cengia d’ attacco. La nostra via è la prima che si incontra, targhetta n° 1.

Salita
Si sale verso sinistra per rocce articolate e prestando attenzione ad alcuni blocchi instabili si prosegue fino alla sosta. S1, 25 m, II°.
Si continua direttamente per placca lavorata fino ad un boschetto, sosta. S2, 35 m, II°+.
Breve e facile tiro di trasferimento che porta all’inizio della placca centrale che caratterizza la via, sosta alla sua base. S3, 15 m, I e II°.
Si sale la placca con elegante e divertente arrampicata, 2 clessidre con cordini, andando poi a sostare al suo termine nei pressi di un boschetto. S4, 25 m, IV°.
Altro breve tiro di trasferimento, ci si innalza verso destra raggiungendo la base la della parete finale dove si sosta. S5, 15 m, II.
Si sale una breve placca ed un verticale diedrino che presenta un impegnativo passaggio finale, IV°+ a cui seguono salti più facili fino a raggiunge la sosta al termine della via. S6, 40 m, IV°+ II°.

Discesa
Dal termine della via, seguire le tracce a destra che in breve portano alle facili placche finali della via n° 3 da dove si risale alla sovrastante carrareccia percorsa da un sentiero CAI. Seguirla in discesa verso sinistra per circa 300 metri fino ad un bivio - cartello Sentiero Naturalistico. Ignorare il sentiero che sale a destra e continuare a scendere a sinistra lungo la carrareccia. Dopo alcuni tornanti, ci si ritrova all’inizio della cengia, prestare attenzione al bollo verde poco visibile in discesa; continuando, si raggiunge il rustico e quindi la piccola frazione de I Tessari.

VIA DEL POCE

Dislivello: 150m
Sviluppo:200m
Tiri: 4
Difficoltà: D-, II°, III° e IV°+
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 2.00 ore
Periodo: Tutto l’anno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. In via sono presenti alcune soste attrezzate con cavetto d’acciaio e qualche chiodo, ma sono infinite le possibilità di assicurazione naturali, su alberelli e clessidre. Molto utili i cordini di kevlar
Avvicinamento: Percorso il sentierino di attacco, la nostra via è la seconda che si incontra, targhetta N.2.

VIA DEL POCE (E. Cipriani - A. Compri)
Questo itinerario è il più difficile dei tre qui presentati: la roccia appigliata e solida, i passaggi interessanti, le grandi possibilità di assicurazione offerta dalle numerosissime clessidre presenti sul percorso, la rendono assolutamente interessante. La ancora scarsa frequentazione della parete ci deve in ogni caso indurre alla prudenza, poichè in alcuni tratti dell’itinerario sono a tutto oggi presenti alcuni blocchi rocciosi malsicuri.

Relazione
Si supera un breve strapiombo, quindi con elegante arrampicata la placca a destra di un diedro IV°+ 2 chiodi, giungendo in una zona meno verticale - attenzione ai sassi smossi (sosta facoltativa). Si prosegue ora diritti con arrampicata interessante per placca verticale, ma appigliata, IV°, e poi per rocce lavorate, alla successiva sosta attrezzata con cavetto metallico. S1, 50 m, IV+, IV°.
Si prosegue diritto per rocce facili e molto lavorate sino ad una fascia boscosa. S2, 30 m II°.
Dalla sosta si sale inizialmente dritto, poi a sinistra, fino a raggiungere una zona di massi superati i quali si giunge presso una cengetta rocciosa, sosta attrezzata con cavetto metallico. S3, 30 m, I e II°.
Dalla sosta si percorre per qualche metro verso destra una rampa sotto una placca verticale dove si nota la presenza di un chiodo. Si sale a destra del chiodo e, con passaggio difficoltoso, IV°+, si supera la liscia parete, oppure si prosegue per la rampa fino al suo vertice e, con passaggio decisamente meno impegnativo, si raggiunge la placca finale ormai adagiata. La si segue facilmente fino a giungere alla successiva sosta al termine della parete. S4, 50 m, II passi di III° e un passo di IV°+.

Discesa:
Dal termine della via, seguire le tracce a destra che in breve portano alle facili placche finali della via n° 3, da dove, in breve, si risale alla sovrastante carrareccia percorsa da un sentiero CAI. Seguirla in discesa verso sinistra per circa 300 metri fino ad un bivio - cartello Sentiero Naturalistico. Ignorare il sentiero che sale a destra e continuare a scendere a sinistra lungo la carrareccia. Dopo alcuni tornanti ci si ritrova all’inizio della cengia, prestare attenzione al bollo verde poco visibile in discesa, e continuando si raggiunge il rustico e quindi la piccola frazione di I Tessari.

VIA IL CAPPUCCIO DEL FUNGO

Dislivello: 150 m
Sviluppo:200m
Tiri: 5
Difficoltà: AD, dal II° al IV°
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 2.00 ore
Periodo: Tutto l’anno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. In via sono presenti alcune soste attrezzate con cavetto d’acciaio e qualche chiodo, ma sono infinite le possibilità di assicurazione naturali, alberelli e clessidre. Molto utili i cordini di kevlar.
Accesso: Percorrere la cengia d’attacco delle vie, la nostra è la terza che si incontra, targhetta N.3.

VIA IL CAPPUCCIO DEL FUNGO (E. Cipriani-F. de Lorenzo)
Questo itinerario, salito nel 1982, è stato il primo ad essere aperto sulla parete ed è uno dei più raccomandabili per la roccia, di eccezionale qualità e ricchezza di appigli, e per la conseguente bella arrampicata che offre. Nonostante ciò, come per gli altri itinerari, è necessario prestare attenzione a qualche blocco roccioso instabile presente sul percorso.

Relazione
Si inizia salendo con arrampicata delicata una placca friabile alta pochi metri, fino sotto ad un tettino sovrastato da una macchia bianca di rocce sfaldate, chiodo; con un passo delicato si traversa a destra, si supera un breve tratto verticale e quindi si prosegue per rocce solide ed appigliate fino ad una sosta con cavetto d’acciaio. S1, 30 m, IV e III°.
Continuare diritto per salde rocce molto lavorate fino ad un’altra sosta, anche questa attrezzata con cavetto d’acciaio. S2, 30 m, II e III°-.
Dalla sosta non proseguire diritto - massi instabili! - ma andare a destra per qualche metro e continuare poi diritti per rocce facili fino a raggiungere un boschetto sotto la bella placca grigia terminale dove si sosta su alberi. S3, 30 m, II°.
Si sale la placca nel centro con entusiasmante arrampicata, numerose clessidre, fino al suo termine, dove si sosta, S4, 30 m, IV°-.
Dalla sosta si prosegue dritto, sempre per solida roccia articolata, raggiungendo infine il boschetto al termine della via. S5, 40 m, II e I°.

Discesa
Dal termine della via, raggiungere la sovrastante carrareccia percorsa da un sentiero CAI. Seguirla in discesa verso sinistra per circa 300 metri fino ad un bivio - cartello Sentiero Naturalistico – ignorare il sentiero che sale a destra e continuare a scendere a sinistra lungo la carrareccia. Dopo alcuni tornanti, ci si ritrova all’inizio della cengia, prestare attenzione al bollo verde poco visibile in discesa, continuando, si raggiunge il rustico e quindi la piccola frazione di I Tessari

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Alessandro

3 Giugno 2008 alle 11:47 pm

Non siamo riusciti ad arrivare all’attacco delle vie: nella relazione non è indicato il tempo di avvicinamento e non si capisce se uno si deve aspettare l’attacco a 2 minuti dalla macchina o dopo una marcia di 1 ora. Spero che l’autore possa aggiungere qualche indicazione in più…..

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