Monte Baldo – Scivolo delle Marocche
SCIVOLO DELLE MAROCCHE di Fabio Montorsi
Lo Scivolo delle Marocche, situato a breve distanza dall’abitato di Torbole sulle pendici dell’Altissimo di Nago, è una simpatica palestra di roccia formata da solide placche di grigio calcare.
L’arrampicata molto facile, l’ottima chiodatura a fix, il breve avvicinamento, ne consigliano la visita, soprattutto per chi inizia ad arrampicare e desideri “far pratica” con la tecnica di progressione in aderenza. Non ultimo, lo splendido panorama sul sottostante Lago di Garda e sulle montagne che lo circondano.
Qui proponiamo 3 dei 4 itinerari presenti. A nostro giudizio, infatti, il quarto – Vent da Mont – non è meritevole e si svolge su roccia in parte sporca.
Le vie sono state salite e generosamente attrezzate da Eugenio Cipriani.
Avvicinamento
Dall’uscita di Rovereto sud dell’autostrada A 22 del Brennero, si prosegue in direzione del Lago di Garda. Raggiunto il piccolo paesino di Torbole, ci si dirige verso il centro storico per poi svoltare a sinistra in direzione del Parco delle Busatte (cartello indicatore). Si segue la stretta strada fino ad un tornante dove già si vedono le placche della palestra (possibilità di parcheggio a sinistra all’interno del tornante).
Si continua brevemente per la strada asfaltata fino a raggiungere sulla destra il Sentiero dei Paloni (cartello indicatore). Lo si segue e usciti dal bosco ed entrati nella zona delle Marocche – grande frana di massi – si imbocca a sinistra il sentiero che riporta verso nord; dopo pochi metri lo si abbandona per piegare a destra lungo una traccia nel bosco, con segni arancione e blu non molto visibili, che in breve conducono alla base della parete.
VIA DELL’ORA
Dislivello: 200 m 250m di sviluppo 6 tiri di corda
Difficoltà: AD – II° e III° un tratto di IV°- evitabile
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 1.30 – 2.00 ore
Periodo: Tutto l’anno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. Corda da 50 m. In via sono presenti i chiodi di sosta e di rinvio.
Accesso: la Via Dell’Ora è la prima che si incontra percorrendo la base della parete da destra a sinistra, faccia a monte.
Salita
Si sale la bella placca di roccia scura, appoggiata e lavorata, fino a raggiungere la sosta attrezzata con 2 fix, situata leggermente sulla sinistra, S1, 45 metri, II e III°.
Si continua verticalmente per placca nera e più compatta, III° raggiungendo e poi seguendo una scanalatura che verso sinistra conduce alla sosta in comune con quella della via Peler, S2, 45 metri, II° e III°.
Si supera il facile canalino per poi proseguire diritti per placca e con divertente arrampicata si raggiunge la sosta posta sotto una cengia erbosa ed un gruppo di alberelli, attrezzata con un fix. S3, 45 metri, II e III°-.
Si prosegue ora su placca facile, ma con molte scaglie malsicure, e mirando al soprastante “palone” ci si sposta a sinistra per superare un corto boschetto, alberello con segno rosso, fino a raggiungere un fix con bollo rosso, S5, 50 metri, II°.
A questo punto si può, salendo tra gli arbusti, raggiungere in breve il sentiero di rientro, oppure salire a destra e superare direttamente il muro di sostegno del palone, 1 fix, passaggio di IV°- oltre il quale in ogni caso si raggiunge il sentiero di discesa, S6, 20 metri, facile, oppure un passo di IV°-.
Discesa
Raggiunto il sentiero lo si segue a sinistra in discesa, ad un bivio tenere la sinistra, in circa 25 minuti si torna sulla carrareccia del Parco delle Busatte dalla quale in breve nuovamente all’attacco delle vie.
VIA PELER
Dislivello: 200 m 250m di sviluppo 6 tiri di corda
Difficoltà: AD – II° – III° brevi passaggi di III°+ un tratto di IV°- evitabile
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 1.30 – 2.00 ore
Periodo: Tutto l’anno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. In via sono presenti i chiodi di sosta e di rinvio.
Accesso: la Via Peler è la seconda che si incontra percorrendo la base della parete da destra a sinistra, faccia a monte.
Salita
Si sale la bella placca appoggiata e lavorata sino alla sosta, S1, 45 metri, II e III.
Proseguire verticalmente superando la compatta placca, fino alla sosta, S2, 45 m, III e III°+.
Si supera sulla sinistra il gradone che sovrasta la sosta per poi continuare per placca e con bella arrampicata in diagonale verso sinistra si raggiunge il fix di sosta posizionato sotto ad una cengia erbosa, S3, 45 metri, III°.
Si supera la cengia e si prosegue su placca facile, ma con molte scaglie malsicure, mirando al soprastante “palone”, raggiunto un boschetto, alberello con segno rosso, lo si supera fino a raggiungere un fix con bollo rosso, S5, 50 metri, II°.
A questo punto si può, salendo tra gli arbusti, raggiungere in breve il sentiero di rientro, oppure salire a destra e superare direttamente il muro di sostegno del palone, 1 fix, passaggio di IV°- oltre il quale in ogni caso si raggiunge il sentiero di discesa, S6, 20 metri, facile, oppure un passo di IV°-.
Discesa
Raggiunto il sentiero lo si segue a sinistra in discesa, ad un bivio tenere la sinistra, in circa 25 minuti si torna sulla carrareccia del Parco delle Busatte dalla quale in breve nuovamente all’attacco delle vie.
VIA VENTO DI PONALE
Dislivello: 220 m 250m di sviluppo 5 tiri di corda
Difficoltà: AD III° – III°+ passaggi di IV-
Esposizione: Sud
Tempo di salita: 2.00 ore
Periodo: Tutto l’anno
Attrezzatura: Normale dotazione alpinistica. In via sono presenti i chiodi di sosta e di rinvio.
Accesso: Imboccato il sentiero con bolli arancione, lo si segue nel bosco per poi imboccare a sinistra una seconda traccia, che in breve conduce alle vie del settore sinistro della parete.
Salita
Si attacca la bella placca di solida roccia e si prosegue fino a raggiungere una zona mista ad erba che in ogni caso si supera senza problemi, S1, 50 m, III e III°+.
Si continua con arrampicata più impegnativa per splendida placca e seguendo i numerosi chiodi si raggiunge la successiva sosta, S2, 50 metri, III+ e IV°-.
Si prosegue verticalmente con passaggi interessanti fino alla sosta posta su di una larga cengia erbosa. S3, 30 metri, III°.
Dalla cengia si procede superando verticalmente la placca seguente fino ad un fix posizionato sotto ad un gradino roccioso, ora diritti superando lo strapiombino, e la seguente breve placca, oltre la quale si continua per rocce scagliose, ma più facili, in direzione del traliccio, sostando appena oltre un boschetto, chiodo e bollo rosso, S4, 50 m, III+ II°.
A questo punto si può, salendo tra gli arbusti, raggiungere in breve il sentiero di rientro, oppure salire a destra e superare direttamente il muro di sostegno del palone, 1 fix, passaggio di IV°- oltre il quale in ogni caso si raggiunge il sentiero di discesa, S5, 20 metri, facile oppure un passo di IV°-.
Discesa
Raggiunto il sentiero lo si segue a sinistra in discesa , ad un bivio tenere la sinistra, in circa 25 minuti si torna sulla carrareccia del Parco delle Busatte dalla quale in breve nuovamente all’attacco delle vie.


Buona sera
Sono un giovane ragazzo del cai di Cremona estremamente appassionato delle vie di Eugenio Cipriani.
Piano piano le stò scoprendo e vado a ripeterle.
Volevo ringraziarvi per il materiale ottimo che avete fornito riguardo lo scivolo delle marocche che già da tempo girovagando sul lago avevo già notato. Ma pensavo non fossero ancora state salite…..invece ecco che nascono i capolavori di Eugenio.
A proposito vorrei pubblicamente ringraziarlo e consigliare a voi di ripetere un vero gioiellino che si trova sulla placconata san giovanni sulla cima capi( via cipriani-speri)difficoltà fino al V+.grazie dell’attenzione
Michele
mi potresti descrivere l’itinerario per arrivare all’attacco della via di Cipriani sulla placconata di S. Giovanni?
mi interesserebbe provarla
grazie
certamente non ci sono problemi….allora tu arrivi a Biacesa di ledro e parcheggi.
Poi prendi il sentiero con indicazioni via ferrata, sentiero dei bech(tieni la destra).
Ad un certo punto dopo aver camminato circa 15 minuti sulla sinistra trovi un muretto a secco e circa una decina di metri a sinistra ti trovi di fronte ad una paretina verticale e a fatica leggerai “sperone san giovanni” se ben ricordo.
Molto in alto sulla sinistra intravedrai uno spit.Ecco….dopo una breve rampa incomincia il primo passaggio di V+.
Portati friend per integrare….secondo me questa via è un vero gioiellino…ciao
p.s : la descrizione della via ce l’hai?
Ho una descrizione pubblicata su “guida alle prealpi bresciane” e “garda verticale” (sono uguali). Un po’ sommarie ma, date le ridotte dimensioni della placconata, credo siano sufficienti. Appena posso vado a vedere sul posto, magari venerdì pomeriggio o sabato. Grazie e buone arrampicate! E se hai una relazione più completa da passarmi…
Ciao Enrico..
Tutto quello che ti posso dire è che mi sono servito anche io della relazione trovata sulla guida delle prealpi di Camerini. La relazione mi è sembrata sufficiente…..credo tra l’altro che sia ancora quella originale di Cipriani….non credo che in questi anni ci sia andata molta gente a ripeterla….meglio così, almeno la roccia non si consuma.Rispetto alla relazione attento perchè nell’ultimo tiro(il più difficile secondo me) il passaggio di V+ è segnalato come protetto da un cordino e uno spit(il cordino è in pessimo stato ed è oltre la bombatura…non usarlo!ti conviene cercare una fessura per un bel friend medio piccolo.Vorrei anche dirti che secondo me quel passaggio Eugenio lo ha gradato di V+, secondo me un VI- ci può anche stare, considerando anche il fatto che non è più protetto. fammi sapere
Sono andato a vedere l’attacco e l’ho trovato, non so quando riuscirò a provare la via, forse nelle prossime settimane… mah, dipende da chi trovo per arrampicare…
BENE!!!!Sono contento…ti sei ritrovato con le indicazioni che ti ho dato?
Sì, mi sono trovato! Con le indicazioni delle guide di Camerini, invece, non trovavo nulla…
Enrico dovresti farmi un piacere…hai un contatto di Eugenio Cipriani? e poi volevo chiederti tu hai ripetuto la via CAlzà sempre alla placconata san giovanni? io l’ho cercata ma non l’ho trovata…ciao e grazie
No, non ho alcun contatto con Cipriani, ho sfogliato solo un paio di suoi libri. Per quanto riguarda la via Calzà, se l’attacco è dove mi pare di averlo individuato, non mi pare una gran via… corte balze infrascate tra alberelli e cespugli, ma forse non è ciò che ho visto, bisognerebbe provarla (difficile trovare un compagno di cordata che ha voglia di perdere un pomeriggio per un’esperienza “esplorativa”…). Per ora sono riuscito solo ad arrampicare sulle pareti del Ponale, vicino alla galleria che porta a Riva, poi si vedrà…
Si si ti confermo quello che hai visto e che hai detto anche per la cipriani-speri…..è una via solo esplorativa…io te la descrivo così perchè sono amante delle vie classiche esplorative……non aspettarti una via pulita anche se la roccia è superba…l’attacco che hai individuato della calzà dove rimane?
Qualche metro prima dell’inizio del sentiero attrezzato per S. Giovanni, in una rientranza. Si nota un chiodone o qualcosa di simile, in una fessura a qualche metro di altezza, se ben ricordo.
si…..anche io l’ho visto quello però sul libro la da come via a spit….quel chiodo mi pare molto vecchio e enorme…..hai visto magari anche il nome alla base?
nulla… ma dopo tanti anni non si vedrebbe comunque