Alpi Orobie - Zuccone Campelli
FERRATA MARIO MINONZIO di Fabio Montorsi
Il piccolo gruppo montuoso dello Zuccone Campelli, racchiude tra le sue grigie pareti alcune vie di roccia veramente raccomandabili e divertenti, ma anche l’escursionista trova pane per i suoi denti. Sono infatti due i percorsi attrezzati presenti: la ferrata Minonzio che raggiunge la vetta principale, e la ferrata dello Zucco Pesciola, più corta ma con alcuni passaggi decisamente impegnativi. Entrambe sono raccomandabili, ma a nostro parere la Minonzio risulta più gratificante anche in virtù dell’ambiente severo e della varietà delle situazioni che si incontrano sul suo percorso.
Dislivello: 300 metri
Altezza: 2174 m
Tempo di percorrenza: 6.30 – 7.30 ore; 1.30 la sola ferrata
Periodo: Fine Maggio - inizio Novembre
Difficoltà: EEA - Percorso attrezzato, tecnicamente molto interessante di medio impegno.
Materiale: Casco e set da ferrata indispensabili
Punti d’ appoggio: Rif. Lecco 1777 m o Rif. Ratti 1670 m ai Piani di Bobbio
Avvicinamento
Da Lecco si percorre la Val Sassina per circa 6 chilometri, fino alla frazione di Barzio 769 m, che dispone di un ampio parcheggio. Seguendo il sentiero Italia, in circa 2,30 ore si giunge ai Piani di Bobbio 1670 m, e quindi al Rif. Lecco 1777 m (dislivello di circa 1000 m).
Da Valtorta, posta a 935 m a circa 50 km da Bergamo e raggiungibile percorrendo la Val Brembana, si sale al Rif. Lecco 1777 m in parte per strada ed in parte per sentiero con un dislivello di circa 850 m.
Da Barzio è anche possibile salire con gli impianti a fune.
Punto di partenza
Dalla stazione a monte dell’ovovia dei Piani di Bobbio, direttamente per le piste da sci o traversando dal Rif. Lecco, si raggiunge la stazione superiore della sciovia di sinistra. Si segue la traccia (segni gialli) che risalendo pendii erbosi intercalati da roccette, in breve porta alla cengia mediana dello Zucco Barbisino, dove hanno inizio le prime corde fisse.
Salita
Si percorre una lunga cengia erbosa che, con itinerario panoramico, si inoltra alta nel vallone dei Camosci. Il suo percorso risulta facile, ma in alcuni punti il cavo manca e la presenza dell’erba la rende un po’ pericolosa, imponendo una certa attenzione. Si raggiunge così, con una corta salita finale, la cima dello Zucco Barbisino (2152 m), dalla quale si scende in breve ad una forcella di cresta dove prosegue la ferrata Minonzio. Aiutati da catene e da piccoli gradini infissi nella roccia, si inizia la salita obliqua di una parete decisamente verticale. Dopo una corta traversata si sale ancora, e si raggiunge un angusto intaglio della cresta, dopo il quale, superato un breve risalto, si inizia a discendere verso una profonda forcella in ambiente decisamente severo. Si prosegue ora con interessanti passaggi in direzione della parete della cima principale, dove ci si arrampica per rocce appigliate fino a raggiungere un traverso a destra su roccia saldissima e dagli appigli piccoli, ma netti. Al termine di questo emozionante tratto, si sale una scala di ferro che permette di superare un ultimo breve muro giungendo ad uno stretto forcellino di cresta. Traversando ora verso destra, senza grandi difficoltà e sempre ben assicurati dalle catene, si raggiunge il corto canale detritico che conduce ad una forcella sotto la cuspide sommitale. Dall’uscita del canale, per sentiero verso sinistra, superando alcuni corti gradoni rocciosi, si raggiunge la vetta dello Zuccone Campelli 2174 m, punto panoramico d’eccezione.
Variante
In alternativa è possibile iniziare il percorso attrezzato dal rifugio Lecco risalendo il Vallone dei Camosci, fino a raggiungere un canale sulla sinistra (segnavia triangolari). Giunti al suo imbocco, lo si sale senza grandi difficoltà, con l’aiuto delle catene, pervenendo in breve ad una forcella: a sinistra si può raggiungere la cima dello Zucco Barbisino, mentre a destra prosegue la ferrata.
Discesa
Per il versante nord, si segue il canalone dei Camosci, raggiungibile in breve dalla vetta, che presenta però un terreno franoso che richiede attenzione. La presenza della neve fino a tarda primavera – inizio estate può rendere più difficile la discesa,e in tal caso è possibile scendere senza difficoltà verso sud e, superato un breve tratto attrezzato, continuare per sentiero verso il Rif. Cazzaniga – Merlini 1889 m, dal quale, lungo il sentiero n. 30, si ritorna con percorso più lungo ma interessante al rifugio Lecco e da qui alle macchine.
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed