lunedì, 13 ottobre 2008

Cima Caldiera - Castelloni di S. Marco

categoria: Relazioni , Escursionismo

Altopiano di Asiago - Monte Ortigara
Cima Caldiera 2.124 mt - Castelloni di S. Marco
di Fabio Montorsi

Il Monte Ortigara occupa un posto di primo piano nella storia delle grandi battaglie combattute sul fronte italiano durante il primo conflitto mondiale. Per l’asprezza dei combattimenti e per il conseguente elevatissimo numero di morti, questi solitari e desolati luoghi sono stati definiti il “Verdun” d’Italia. Il campo di battaglia di dimensioni veramente contenute e la posizione dominante delle truppe imperiali che occupavano praticamente tutte le cime più elevate, trasformeranno queste montagne in un luogo di martirio per i nostri Alpini, che, costretti ad assalti in terreno aperto e privo di difese naturali, subiranno qui più che altrove impressionanti perdite. L’escursione proposta ripercorre pressappoco l’itinerario che le truppe alpine fecero nel Giugno del 1916 nel corso della prima battaglia dell’Ortigara, azione che portò all’occupazione di Cima Caldiera, che, adeguatamente fortificata, diverrà poi un importante caposaldo italiano.
L’itinerario si svolge in parte all’interno del roccioso labirinto naturale dei Castelloni di S. Marco, che all’epoca del conflitto ospitava nei suoi meandri il comando avanzato delle truppe italiane, manufatti e postazioni militari sono ancora oggi visibili. Si prosegue poi per prati, boschi e doline verso Cima Caldiera, dalla quale si gode uno splendido panorama sulla corona delle Alpi, che spazia dalle dolomiti Feltrine al gruppo dell’Adamello, e di un’istruttiva visione di tutto il campo di battaglia, dove sono ancora visibilissime le cicatrici lasciate dalla guerra che hanno profondamente segnato i luoghi e la popolazione dell’Altopiano dei Sette Comuni.

Dislivello 800 mt.
Tempo di percorrenza 5 /6 ore (variabili dalla visita del Labirinto)
Livello di difficoltà EE - Itinerario escursionistico non difficile **
Periodo maggio- inizio novembre
Attrezzatura Normale abbigliamento da escursionismo. Nei mesi più caldi, considerare la totale assenza di acqua sul percorso, regolarsi di conseguenza. Si raccomanda la pila se si desidera visitare le gallerie di Cima Caldiera.

**È presente un breve tratto di cavo metallico con funzioni di corrimano, pertanto non è necessario il materiale da ferrata.

Accesso

Autostrada del Brennero fino a Verona, poi Autostrada A4 Milano - Venezia fino a Vicenza, poi si imbocca la tratta autostradale Val D’Astico e si segue fino a Piovene Rocchete, ultima uscita di questo tratto di autostrada. Si continua per Asiago, e dal centro del paese si prosegue per Gallio. Usciti dall’abitato si imbocca a sinistra la strada per M. Ortigara - zona sacra. La si percorre per circa 17 km in parte su fondo naturale incontrando vari bivi. Seguire sempre le indicazioni Piazzale Lozze fino ad incontrare un successivo bivio caratterizzato dal cambio del fondo stradale, ora nuovamente asfaltato, dove ci sono ampie possibilità di parcheggio. A destra inizia la strada Tiffgruba a fondo naturale, mentre proseguendo a sinistra per la strada asfaltata, dopo alcuni chilometri si raggiunge il Piazzale Lozze, dove occorre portare una macchina per agevolare il ritorno.

Salita
Il percorso inizia dalla radura sottostante l’ampia fascia rocciosa alla cui base sorgeva un ospedale da campo italiano. Per breve tratto si percorre una carrareccia per poi seguire a sinistra, nel bosco, il sentiero contrassegnato dal n. 845. Il sentiero, dopo avere attraversato una strada sterrata, esce in breve sui pascoli di Malga Fossette. Si lascia a sinistra la malga e si prosegue a destra per ampio sentiero che con alcuni saliscendi entra nuovamente nel bosco. Superato un breve gradone roccioso si giunge ad un bivio dove un cartello indica la località Castelloni di S. Marco sia destra che a sinistra. Va seguita la traccia di destra che, dopo aver superato un ripido tratto di sentiero, porterà all’inizio del percorso numerato.
Il labirinto si percorre seguendo le tabelle numerate in circa 40/50 minuti, oppure lo si può semplicemente attraversare, ma “perdersi“ nella sua visita vale sicuramente la pena. L’ambiente è quanto mai suggestivo: gole, anfratti, torri calcaree costituiscono una particolarità geologica unica, non riscontrabile in altre parti dell’altopiano di Asiago e non solo. Nel suo interno sono evidenti le numerose opere di guerra, gallerie, postazioni e trincee scavate dai soldati italiani.
Terminata la visita dei Castelloni, si discende al bivio, e si prosegue per il sentiero n. 842 che in breve giunge nei pressi della caratteristica dolina del Buso dei Quaranta (è possibile una breve e facile digressione per raggiungerne il fondo), formatosi dal crollo di parte di un sistema sotterraneo. Lasciata la dolina si procede nel bosco per ripido sentiero aggirando a Sud la Cima Isidoro per poi discendere brevemente nell’ampia radura di Prà Molina, a breve distanza dal bordo dell’altopiano (è possibile una breve deviazione a destra per Porta Molina, balcone panoramico sulla Val Sugana).
Il sentiero ora passa nei pressi di quel che rimane di un piccolo cimitero di guerra italiano: la piccola radura immersa in un ambiente davvero magnifico, la presenza di alcune lapidi e l’atmosfera raccolta obbligano ad una breve ma struggente sosta.
Il percorso riprende ora a salire per ripide svolte fino a raggiungere la mulattiera militare che sale dal Piazzale Lozze. La si segue ed in breve per facili roccette e camminamenti si raggiunge a destra l’anticima settentrionale dove si trova l’Osservatorio Torino a picco sulla sottostante Val Sugana, dal quale per sentiero e trincee scavate nella nuda roccia si raggiunge Cima Caldiera, 2124 m, con croce.
Poco sotto la cima all’ultimo tornante della mulattiera, in direzione Nord, un breve sentiero porta all’ingresso del sistema sotterraneo di osservazione la cui visita è altamente raccomandabile. Superata la galleria di ingresso ci si immette in due vani muniti di feritoie aperte verso la verde Val Sugana, che offrono una visione di grande bellezza ma al contempo vertiginosa ed impressionante per il vuoto immenso della parete sottostante. La visita prosegue fino al termine dell’osservatorio raggiungendo la postazione più avanzata con una serie di ripidi gradini intagliati nella roccia, resi più agevoli da una corda fissata alla parete di destra, utile soprattutto in discesa.

Discesa
Dalla vetta di cima Caldiera, si scende al Piazzale Lozze tramite il frequentato sentiero n. 841, che, percorrendo una mulattiera di guerra in circa 50 minuti, riporta alle macchine precedentemente parcheggiate nell’area di sosta.

Galleria Immagini

Galleria Foto » Cima Caldiera (20 immagini )

Scrivi un commento

Puoi usare alcuni tag HTML:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed

Bad Behavior has blocked 253 access attempts in the last 7 days.