Monte Corno di Vallarsa - Corno Battisti
Monte Corno di Vallarsa - Corno Battisti - Sentiero attrezzato
di Fabio Montorsi
Relazione
Dalle ultime case di Tezze, si segue una carrareccia che dopo poco presenta un bivio, cartello indicatore, si prosegue dritto seguendo il ben segnato sentiero n°122. La carrareccia ben presto lascia il posto ad un ripido sentiero che con faticosa ma diretta salita porta alla radura di Malga Trappola 1316 m.
Percorsa la radura in breve si guadagna il crinale alla sella del Trappola 1434 m, dove incontriamo il sentiero proveniente da “Casa d’Austria” a questo punto ha inizio il percorso attrezzato. Si risale un verticale canalino munito di corda fissa e, percorsa una serie di gallerie e un secondo tratto attrezzato, si giunge nei pressi della cima del “Cappuccio di Pulcinella” posto avanzato italiano prima della conquista del Corno Battisti, interessanti gallerie con postazione di vedetta. Dopo la loro visita si segue brevemente il sentiero in discesa giungendo alla selletta del Trappola.
Si inizia ora a salire il canalone ovest, seguendo inizialmente alcune corte gallerie munite di comodi gradini, per proseguire poi con alcune ripide svolte in direzione dell’incombente e verticale parete del Monte Corno. Si raggiunge così l’ingresso della grande galleria, in guerra chiamata “Bocca del Leone” porta d’accesso del sistema sotterraneo, il percorso suggestivo ed attrezzato con cavo di acciaio, ci conduce in sicurezza all’interno della montagna.
Il sentiero Franco Galli percorre una minima parte di un esteso e complesso sistema di gallerie sotterranee scavate sia da Austriaci che da Italiani. Superato un primo erto tratto di galleria rischiarata da grandi finestroni, si esce su di una aerea cengia dove si nota il grande fregio a ricordo della 33ª compagnia minatori e alla 160ª compagnia zappatori. Si prosegue ora per galleria completamente buia, dove in breve si arriva ad una prima possibilità di uscita e, proseguendo con ripida salita ad un bivio; a sinistra si apre un’ulteriore galleria, questa volta in discesa, che con ripidi gradini ci conduce all’aperto, fine del tratto attrezzato. Si sale ora l’ultima parte del canalone Battisti, itinerario del fallito attacco alla cima, fino a raggiungere Selletta Battisti luogo dove appunto venne catturato l’irredentista trentino, volgendo a destra in breve si raggiunge la cima. Per chi volesse visitare il sistema sotterraneo, raggiunto il punto del sentiero Galli dove la galleria svolta bruscamente a sinistra per scendere e uscire all’aperto, si prosegue dritto, inizialmente con percorso ripido e faticoso si raggiunge un primo bivio, lapide dedicata alla 37ª compagnia minatori, ignorare la galleria di sinistra e proseguire per quella di destra fino a raggiungere un ulteriore bivio denominato “della cisterna” per la presenza dell’evidente muro del serbatoio per l’acqua costruito dagli italiani, targa dedicata alla 127ª compagnia zappatori.
Proseguendo per la galleria di sinistra in breve si raggiunge la postazione denominata “Posto di medicazione”, dotata di ampie finestre dalle quali si può apprezzare la posizione dominante di questa montagna. Ritornati al bivio della cisterna si prosegue per la galleria di sinistra (quella che avevamo lasciato alla nostra destra in salita) essa ci porta a visitare interessanti postazioni munite di finestre o di feritoie e termina con il tratto più difficile del percorso ma molto suggestivo, il pozzo della carrucola.
Si tratta di un profondo pozzo alla sommità del quale è tuttora presente una carrucola che in tempo di guerra permetteva il recupero e la calata di materiale dall’esterno della montagna, attrezzato con numerosi gradini metallici e di cavo di sicurezza ci porterà definitivamente all’esterno a pochi metri dal sentiero per la cima del Corno.
All’interno della montagna sono presenti molte altre gallerie, non tutte sicure, ma se ci si atterrà a quelle descritte la gita non presenta pericoli e permette di effettuare un percorso ad anello decisamente remunerativo in tutta sicurezza.
Discesa: Ritornati alla Selletta Battisti si segue lungamente con panoramico percorso il sentiero 122 in direzione del Monte Spil. Raggiunto il valico del Menderle 1679 m, si svolta a sinistra seguendo un evidente sentiero che con percorso ripido ma suggestivo tra caratteristici appicchi rocciosi, ci riporta alle case di Tezze e alla macchina.
Dislivello: 1000 m.
Difficoltà: EEA
Esposizione: Ovest
Tempo di salita: 3.40 - totale 7.00 ore
Periodo: Fine Maggio - Novembre
Attrezzatura: Normale dotazione escursionistica (imbragatura, set da ferrata, casco) e una buona torcia elettrica
Accesso stradale: Da Rovereto si segue la strada della Vallarsa fino alla frazione di Valmorbia, dove si svolta a sinistra per raggiungere al termine della strada la piccola frazione di Tezze 723 m
Il contesto storico
Le Piccole Dolomiti e il gruppo del Pasubio, fanno parte di quella porzione di Prealpi che sorgono a ridosso della pianura Veneta, grazie alla loro relativa vicinanza, offrono a noi Emiliani svariate possibilità di gite ed arrampicate realizzabili in giornata. Il Pasubio è sicuramente molto conosciuto per le vicende relative alla Grande Guerra, teatro di sanguinosi combattimenti, sulle sue cime sono tuttora presenti impressionanti testimonianze di questo triste passato.
La gita che andiamo a proporre si svolge in un settore del gruppo certamente meno frequentato rispetto alla zona “sacra” dei Denti Italiano ed Austriaco, ma altrettanto remunerativa, sia dal punto di vista storico che da quello paesaggistico-ambientale.
Il Monte Corno nei tristi anni della Grande Guerra era un munito caposaldo Austriaco, dopo il fallimento della “Strafexpedition” divenne di grande importanza strategica; la sua posizione dominante sulla Vallarsa impediva di fatto agli Italiani il pieno controllo delle loro posizioni. Questa cima dall’aspetto ardito e slanciato se vista dal fondo della Valmorbia, presenta pareti assolutamente verticali ed un unico punto realmente di facile approccio, la dorsale che l’unisce a quota 1778, insignificante propaggine del Monte Testo, ma quell’epoca fortificata postazione saldamente tenuta dagli austriaci.
La “spia della Vallarsa” come veniva chiamato il monte dagli italiani costituiva un serio problema, si pensò così di conquistarne la cima. Contrariamente alla metodologia bellica del tempo, furiosi giorni di cannoneggiamento e poi assalto in massa della fanteria, fu deciso un attacco a sorpresa lungo un itinerario trovato da un irredentista trentino, Cesare Battisti. Con il favore delle tenebre al comando di un battaglione di alpini del “Vicenza” Battisti risaliva il largo canalone sottostante la parete ovest, fino a sbucare alla sella tra la cima del Corno e la quota 1778. Era il 10 Luglio 1916, la prima parte dell’azione si era svolta con successo, un piccolo gruppo di alpini sfruttando l’effetto sorpresa aveva conquistato la cima, ma la reazione del nemico, superato il momento di smarrimento, fu furiosa tanto da bloccare e poi far ritirare il grosso delle truppe italiane. Impossibile ai pochi uomini asserragliati in vetta di resistere, sia Battisti che Filzi altro irredentista trentino, vennero catturati a poche decine di metri dalla sommità, in una località oggi chiamata selletta Battisti. Condotti a Trento, accusati di alto tradimento, dopo un sommario processo vennero giustiziati nel fossato del castello del Buonconsiglio e le loro spoglie gettate in una fossa comune. La montagna fu poi faticosamente conquistata dagli italiani, ma dovevano trascorrere quasi due anni di sanguinosi combattimenti. Per un certo periodo incredibilmente entrambi i combattenti “coabitarono” il monte Corno, gli austriaci in vetta e nelle gallerie superiori, gli italiani alla base della montagna e nelle gallerie che nel frattempo avevano scavato all’interno.
Prima del colpo di mano che avrebbe consegnato la montagna agli italiani, si pensò anche di minarne la cima; il pozzo, profondo 15 metri, predisposto ad ospitare la carica di esplosivo si trova in una zona all’interno della montagna non facilmente accessibile e venne trovato dopo svariate ricerche non molti anni fa. La mina non fu poi necessario farla brillare, questo ha permesso la parziale conservazione dell’ intricato ed esteso sistema sotterraneo. In questi ultimi anni con encomiabile lavoro, molte delle gallerie sono state ripulite ed in parte attrezzate con cavo di acciaio così da permetterne il loro percorso in sicurezza. Il sentiero Galli ne segue una piccola anche se suggestiva porzione. Decisamente interessante è la emozionante visita completa del sistema sotterraneo, visita che comporta anche la discesa di un pozzo verticale munito di gradini di ferro rendendo così l’itinerario più difficile del semplice sentiero Galli. Il Monte Corno fu poi chiamato in onore dell’illustre “caduto” Corno Battisti.
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michele righi
11 Settembre 2006 alle 9:14 am
Le gallerie del Corno Battisti sono state ripulite e attrezzate dai soci del Gruppo Grotte E.Roner CAI-SAT di Rovereto nel 2002 in occasione della manifestazione “Una montagna di Storia” organizzata nell’ambito dell’anno internazionale della montagna.
saluti
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michele righi
11 Settembre 2006 alle 9:14 am
www.gruppogrotte.it
3
Giancarlo Sabatini
14 Novembre 2006 alle 4:53 pm
Mi chiamo Giancarlo Sabatini e sono il nipote del cap degli Arditi Carlo Sabatini medaglia d’oro al valor militare conquistata per aver conquistato il monte corno battisti.
Mi congraulo per la puntuale illustarzione del contesto storico.
Un cordiale saluto
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Fabio
20 Novembre 2006 alle 1:12 am
A Michele Righi, grazie per l’informazione e ancora complimenti per l’ottimo lavoro svolto sul Corno Battisti
A Giancarlo Sabatini un sincero ringraziamento per le lusinghiere parole a commento del mio breve racconto.
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Marcello Maltaurom
14 Maggio 2007 alle 3:09 pm
Desidero se possibile, avere l’indirizzo di Sabatini nipote che tanto ho cercato anni fa durante la realizzazione del libro su monte corno Battisti, grazie e se si ricorda, un saluto a Michele Righi, Marcello
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Giancarlo Sabatini
17 Maggio 2007 alle 11:59 am
Caro Marcello Maltaurom
Turtroppo credo che lei si riferisca a mio fratello Gianluca. Comunque non c’è problema, ci potremo mettere presto in contatto via e mail.
Un saluto Giancarlo
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gian carlo sabatini
29 Luglio 2007 alle 1:17 am
minchia que nome brutto il mio cunati siamo
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carla
11 Novembre 2007 alle 8:19 pm
Ieri ,10 novembre abbiamo percorso il suggestivo e faticoso sentiero che dal paese di valmorbia porta alla cima Corno Battisti; ci è dispiaciuto non poter arrivare in cima attraverso la galleria sotterranea per via del crollo.Vorremmo sapere quando ciò è avvenuto e se ci sarà la possibilità di ripristinare il percorso. Complimenti per il lavoro svolto. Carla e GIuliano SAT Cognola
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