venerdì, 25 luglio 2008

Breithorn in giornata

categoria: Relazioni , Alpinismo

Breithorn in giornata - di Valeria Maselli e Marco Montori

Come ogni bravo alpinista o presunto tale, anche noi eravamo partiti per Zermatt con tutta l’attrezzatura per la montagna (la qual cosa presuppone un pochino di voglia in più del normale, visto che bisogna scarrozzare tutto sul treno, dato che la città è off-limit alle auto), anche se il motivo che ci portava la’ era un altro, cioè la Zermatt Marathon, una corsa in montagna di 42 chilometri con 1500 metri di dislivello.

Arrivati, il venerdì sera, il tempo non prometteva niente di buono: cielo coperto, il Cervino nascosto dietro le nubi, siamo andati a dormire rinfrancati solo dalla favolosa temperatura di 18°, dopo una settimana di caldo umido e appiccicoso della pianura padana. Il sabato mattina era dedicato alla maratona, che ha corso Marco. Io l’ho seguita grazie alla tentacolare (comoda ma poco ambientally correct) rete di treni e trenini, cremagliere, funivie e funicolari.

Conclusa la parte agonistica del weekend svizzero siamo entrati in quella turistica: visita al museo alpino (alcuni pezzi interessanti, come la corda che si ruppe durante la prima ascensione al Cervino, però complessivamente deludente), visita al cimitero degli alpinisti, questo invece insolitamente allegro (è nel centro della città) e toccante. Sulle lapidi ci sono delle brevi note sulla vita e sulle circostanze dei
decessi. Alla sera eravamo complessivamente molto stanchi e io speravo in un sempre più improbabile brutto tempo che ci avrebbe consentito di non partire però con la coscienza a posto. Naturalmente il tempo migliorava a vista d’occhio, al tramonto Cervino stupendo (con l’aggiunta di una spruzzatina di neve sulla cima), decisione rimandata alla mattina.

Ore 7.00, tempo che più bello non si può, si parte.
Da Zermatt ci sono alcune possibilità di salita più o meno serie (e di conseguenza facili e lunghe). Quasi tutti scelgono, come abbiamo fatto noi, di utilizzare gli impianti per raggiungere il Klein Matterhorn
(Piccolo Cervino) a 3883 mt. Pur nel mio disamore per la funivia questa è proprio bella e permette di avere una visione favolosa su tutto il gruppo del Rosa e in particolare sul ghiacciaio del Teodulo (ci si passa
sopra) e sul Grenzgletscher, nonché sull’onnipresente Cervino. Decisamente esoso il biglietto: andata e ritorno da Zermatt a Klein Matterhorn costa 82 franchi a testa, pari a 52 euro, ripagati in parte dalla efficienza degli impianti e dai tempi d’attesa molto brevi.

Una volta qui non resta che mettersi in marcia su quella che non è una traccia ma una autostrada larga, nella prima parte di falsopiano, diversi metri. Diverse centinaia di alpinisti che ascendono il Breithorn nei mesi estivi provvedono a mantenerla così ben segnata, fra quelli presenti il 2 luglio anche alcuni bambini di 8 o 9 anni con i genitori (svizzeri) e un pastore tedesco che grazie alla trazione integrale non si è dovuto legare in cordata. Essendo ancora presente molta neve invernale il ghiacciaio si presenta facilmente percorribile e i crepacci si possono solo intuire per le striature di colore più chiaro. I ramponi li abbiamo messi solo quando inziava la parete, perché prima la neve offriva un’ottima tenuta (Fabio Montorsi docet) e, grazie al corso di
alpinismo 2004, eravamo tra le cordate più corrette sulla montagna: nodi delle guide, a palla, asole e controasole, davvero perfetti. Allo stesso tempo ho notato molte persone che utilizzavano legature scorrette, così come molti singoli che procedevano slegati (in prevalenza scialpinisti) senza imbrago e senza neppure la piccozza, comportamenti che possono essere spiegati ma non giustificati dalla facilità dell’ascesa.

Ritornando al nostro resoconto, l’ascesa si compone di una prima parte in cui ci si dirige verso nord in falsopiano fino a raggiungere la parete meridionale che si può salire direttamente (come abbiamo fatto
noi in salita) con pendio via via crescente fino a 35°, sbucando sulla cresta in prossimità della vetta (Breithorn occidentale 4165 mt), oppure (come abbiamo fatto in discesa) seguire la cresta per poi ricollegarsi
più in basso all’itinerario precedente (più facile perché meno inclinato e senza ghiaccio).
Dalla vetta vista eccezionale sul Cervino e su tutte le vette del Rosa, in particolare sul Lyskamm, a media distanza i Mischabel e altre cime del Vallese, in lontanza spicca la piramide del Monviso, il Gran Paradiso e il Gran Combin. Il ritorno è stato un po’ problematico non tanto per delle difficoltà montane ma perché, dopo
alcune ore, l’organismo ha cominciato a ribellarsi contro la forzatura di salire da 1600 a quasi 4200 per poi ridiscendere a 1600 e ancora più giù. Nausea e mal di testa ma già la mattina dopo era tutto a posto.

Galleria Immagini

Galleria Foto » Breithorn (23 immagini )

Salita al Breithorn in giornata. Foto di Valeria Maselli

Scrivi un commento

Puoi usare alcuni tag HTML:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

Trackback this post  |  Subscribe to the comments via RSS Feed

Bad Behavior has blocked 229 access attempts in the last 7 days.