Ferrata Gerardo Sega
La Ferrata Gerardo Sega si trova nei pressi di Arco (TN). C’è un piccolo parcheggio con indicazione della ferrata sulla strada che porta in Val dei Molini (si esce dal Brennero all’uscita Ala-Avio, poi da Avio si prende in direzione Monte Baldo ed infine Val dei Molini).
Il parcheggio (280m) è nei pressi di una vecchia calcara, ovvero un grosso forno (detto calcara) in cui si produceva calce. Sulla produzione della calce vale la pena spendere due parole. Venivano prese delle pietre calcaree e messe in questa calcara alimentata a legna. Gli addetti alla calcara si alternavano 24 ore su 24 per mantere il fuoco alto. L’alta temperatura scinde il carbonato di calcio (CaCO3) in anidride carbonica che volatilizza e ossido di calcio (CaO) che è la calce viva. Miscelata ad acqua si ottiene la calce spenta che viene utilizzata in edilizia come legante per malta.
Detto ciò si può partire a camminare seguendo la mulattiera (segnavia n. 652-685) . La meta da raggiungere è la vetta del monte Coalaz e ci vorranno circa 6 ore di cammino. Dopo i primi tornanti della mulattiera si vede subito quale sarà il nostro itinerario: una bellissima cengia rompe la continuità el monte Coalaz. Nel percorrere la mulattiera incontrerete alcuni bivii: non preoccupatevi, di solito si ricongiungono più avanti!
A 700 m di dislivello il primo vero bivio: a sinistra si può percorrere un canyon per raggiungere direttamente il rifgugio Baldo (segnavia 652) . A destra (segnavia 685) , invece, il giusto itinerario per raggiungere l’attacco della ferrata. A 10 minuti di cammino da questo bivio si raggiunge la cascata Preafessa: bellissima. L’ambiente è quasi lacustre e molto, molto bello.
Proseguendo ancora per una trentina di minuti si raggiunge l’attacco della ferrata. E’ il posto giusto per mangiare qualcosa. La scala con cui inizia la ferrata è situata dopo alcuni metri di roccette da scalare (facile). Finite la scale, e dopo un tratto leggermente esposto, iniziano le bellissime cengie che compongono la Via dei Carbonai. Mi ha davvero stupito come queste cengie attraversino la parete.
La ferrata continua poi abbastanza verticale, alternandosi però a tratti di sentiero in mezzo al bosco e a piccoli terrazzini. Alla fine si sbuca su una stradina, siamo arrivati! Svoltando a sinistra (ovvero verso il basso) inizia la via del rientro. Si passa affianco a boschi di varie tonalità di verde con uno spettacolo unico per gli occhi. Tenendo sempre questa mulattiera si giunge ad un bivio: o si allunga di circa 15 minuti e si raggiunge il Rifugio Monte Baldo (saluto anche la gentilissima signora Maria), oppure si decide subito di scendere. La discesa, comunque, sarà effettuata in un canyon dove una volta scorreva un torrente (segnavia 652). Appena sopra alla cascata Preafessa il nostro sentiero di discesa si ricongiunge con quello di salita.
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Galleria Foto » Gerardo Sega (18 immagini )
Ferrata Gerardo Sega
1
(Ale74)
19 Marzo 2008 alle 2:32 pm
Bellissimo giro impegnativo per la lunghezza e per l’avvicinamento. La ferrata in se non presenta particolari difficoltà tecniche.
Abbiamo trovato neve (fatta il 16-02-2008) sul sentiero di rientro.
Ambiente fantastico e suggestivo.
2
giacomo cenzato
12 Aprile 2008 alle 7:33 pm
Domani ci torno per la quarta volta, stavolta ci porto mio figlio, Davide.
E’ SEMPRE UN bellissimo giro, un pò impegativo per la lunghezza ma comunque di soddisfazione.
Ottimo prova per chi non ha mai fatto ferrate, apripiste per le successive.
Speriamo nel bel tempo, alla prossima
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