E’ pericoloso sporgersi - Sentiero attrezzato “Torti” (NUOVE FOTO!)
PARETE DEL PONALE (LAGO DI GARDA) di Fabio Montorsi e Gianni Fabbri
Percorso insolito, attrezzato solo parzialmente, lungo una cengia artificiale espostissima. Ambiente molto suggestivo per la verticalità delle pareti su cui corre e per il magnifico contrasto col Lago di Garda e le cime circostanti.
La cengia, ricavata artificialmente a picconate, fu costruita alla fine dell’800 e doveva servire, una volta allargata, come strada di collegamento tra la valle del lago di Ledro e Limone.

La strada non fu poi mai realizzata e la cengia venne abbandonata completamente. Il pensiero, per uno delle nostre parti, va alla Via Vandelli, un’altra strada ardita realizzata in ambienti severi e poi dismessa. Ma questa del Ponale non è altro che una cornice a picco sul lago larga non più di 50 cm e lunga oltre 2 km. Solo qualche anno fa è stata attrezzata e dedicata ad un giovane alpinista caduto sul Dente del Gigante.

Accesso: da Riva del Garda si segue la strada per la Val di Ledro. Si prende a sinistra per il paesino di Pregàsina. Poco prima dell’abitato e subito dopo la lunga galleria, in vista della antica strada tortuosa che collegava Riva a Pregàsina, si può parcheggiare nei pressi di una baracca e di un tempietto votivo.
Difficoltà: è un percorso a metà tra una via ferrata e un percorso alpinistico. I tratti più impegnativi sono attrezzati con l’essenziale – cavo sottile, poco più che un filo di ferro, staffe di metallo penzolanti nel vuoto e molto disagevoli, lunghissimi tratti elementari ma espostissimi attrezzati a spit ma senza alcun cavo. E’ necessario un minimo di forza nelle braccia per superare due tratti con scarsi appoggi per i piedi e per superare una profonda crepa con una larga spaccata appesi a un cavetto. Indispensabile assenza di vertigini, nervi saldi e passo sicuro. Valutazione PD-
Tempi: 2,30 – 3,30 ore a seconda di quanto ci si voglia assicurare con la corda
Attrezzatura: casco, imbrago, corda, moschettoni, rinvii.
Relazione
Parcheggiata l’auto nei pressi dell’uscita dalla galleria, si imbocca in discesa la vecchia strada dismessa che a stretti tornanti scende verso il lago in direzione Riva - cartello indicatore “Sentiero del Ponale D01 Giacomo Cis” (questi fu l’ideatore e il realizzatore, nel 1847, della Strada del Ponale, oggi intelligentemente riservata a pedoni e bikers).
Dopo circa 1 km, in corrispondenza di alcuni cipressi e di un tornante che gira a sinistra, la si lascia per attraversare su sentiero il valloncello tra il lago e la strada. Traversata la rada vegetazione, si scende per una ripida cresta a picco sul lago dove sono ancorate delle reti metalliche, e per sentierino fino alla forcella che da’ accesso alla cengia (targa).
La cengia si presenta subito stretta ed esposta, ed anche se in questo punto scorre al di sotto di un’enorme e verticale rete di protezione per la sottostante strada Gardesana, bisogna già iniziare a fare attenzione – la rete cade nel vuoto per decine di metri e può generare un falso senso di sicurezza mentre in realtà a noi non da’ alcuna protezione.
Si continua con alcuni brevi facili salti, a volte attrezzati col cavo a volte solo con spit, fino ad una interruzione della cengia da superare in spaccata. Bisognerebbe avere i trampoli per superarla, e allora si scende coi piedi su roccia priva di appoggi, ci si appende al cavetto – sottile e poco teso – e ci si porta al centro della crepa e si passa dall’altra parte con una larga spaccata. Dopo un ulteriore tratto di cengia si raggiunge un suggestivo terrazzo a strapiombo sul lago dove all’interno di una scatola di latta si trova il libro di via, ottimo punto panoramico e adatto ad un momento di riposo e di riflessione su quanta fatica può essere costata tale opera!!
Si procede sulla cengia fino ad un’ulteriore interruzione: si scende per alcuni metri affidandosi ad una staffa metallica ancorata solo in alto e penzolante al di sopra di un terrazzino, tecnicamente non difficile ma piuttosto scomodo (ancoraggio in loco con moschettone per l’eventuale calata). Si procede per un altro lungo tratto di cengia, sempre stretta e suggestiva, fino all’ultimo tratto impegnativo, che potremmo definire il passaggio chiave della gita.
La cornice si spegne su roccia strapiombante che ci accoglie con l’inquietante visione di una staffa appesa ad un cordino e sinistramente penzolante nel vuoto. Per fortuna qui il cavo è più grosso e meglio ancorato: due cordini e due moschettoni sono davvero indispensabili per l’autoassicurazione, i piedi appoggiano dove possono, le braccia tirano e la staffa ingannatrice peggiora solo la situazione. Il passaggio per nostra fortuna è solo di qualche metro, passati i quali finiscono le difficoltà ma non l’esposizione.
La cengia prosegue ancora lungamente, anche se in seguito la roccia lascia il posto a pendii erbosi, la strada ora visibile ci appare decisamente vicina, la gita ormai volge al termine.
In vista del ristorante Pier si piega a sinistra e seguendo un ghiaioso sentiero segnato da bolli rossi, si raggiunge la SS Gardesana. Se si disponeva di 2 auto, una bisognava parcheggiarla qui al Ristorante. In questo caso ora non resta che recuperare l’altra al parcheggio presso la galleria di Pregàsina. Se invece si deve tornare a piedi, l’avventura non è ancora finita: si segue la Gardesana a sinistra verso Riva facendo molta attenzione alle macchine - non sempre c’è il marciapiedi e la strada è tutta curve, stretta e con lunghe gallerie. Superato il ristorante Casa della Trota, sulla sinistra appena usciti dalla galleria, si trova il ripido sentiero segnato che, inizialmente formato da una scalinata di cemento, in 45 minuti risale alla vecchia strada di Pregàsina percorsa all’inizio dell’escursione seguendo la quale si raggiunge la macchina.
Galleria Immagini
Galleria Foto » Sentiero Torti (64 immagini )
Il bellissimo sentiero Torti nelle foto di Paolo , Andrea ed Enrico!
1
Paolo Giorgi
7 Luglio 2005 alle 11:39 am
Ciao ragazzi, sono un (ormai ex) istruttore del Cai Carpi.
Innanzi tutto complimenti per il sito!
Che bestiaccia questo Fabio!
Pensavo che nessuno conoscesse il sentiero Torti, pensavo di averlo “scoperto” su una guida improbabile (Il Garda Verticale)essendo da qualche anno un assiduo frequentatore della Val di Ledro e che nessuno lo conoscesse almeno tra Carpi e Castelfranco.
Invece no: qualcuno c’è già stato!
Andrò a farlo probabilmente sabato o domenica prossima e 15 gg fa sono andato a cercare il punto di partenza: è veramente impressionante questa cengia larga 50 cm sotto la rete paramassi che protegge la sottostante strada gardesana. Il panorama è splendido sul lago e sui monti prospicienti.
Sicuramente un itinerario alternativo a metà via tra l’escursionismo e l’alpinismo. Volevo chiedere a Fabio se è necessaria la corda da 60 metri (come scrive la mia guida) o se basta una mezza corda da 50. Poi se sono utili nuts/friends o se non servono a niente
Ringrazierei per una risposta entro domani sera.
Ciao e a presto.
Paolo Giorgi
2
paolino
7 Luglio 2005 alle 2:33 pm
Fabio è un concentrato di sapienza! Conosce anche il non conosciuto! Spero che ti risponda a breve. Intanto aggiungo all’articolo la foto che Fabio mi ha mandato.
3
Lidia
7 Luglio 2005 alle 9:13 pm
ciao. intervengo solo per disilluderti sul fatto che fabio possa risponderti sul sito. giusto domenica scorsa ci ha confessato che non accendeva il computer da almeno 15 gg per paura di innalzare ulteriormente la temperatura di casa… E’ pur vero che da ieri il meteo ci sta graziando, però non ci conterei.
Cercherò di fargli arrivare la tua richiesta attraverso un canale più tradizionale!
4
Fabio
7 Luglio 2005 alle 10:22 pm
Per Paolo Giorgi, ciao effettivamente la temperatura da tregua e perciò ti posso rispondere, non è neccessaria una corda da 60 m, considera che in via sono presenti innumerevoli spit, praticamente uno ogni 15-20 metri e che molti tratti sono attrezzati con un sottile cavo di acciaio, se percorso da persone con esperienza alpinistica ritengo che difficilmente occorra fare sicura, una buona soluzione è procedere in conserva passando la corda nei rinvii alternandosi poi al comando. In ogni caso è un itinerario originale e molto panoramico, buon divertimento!
5
Paolo Giorgi
18 Luglio 2005 alle 10:16 am
Ciao Fabio e Ciao Lidia,
vi ringrazio per la collaborazione e ringrazio anche le buone temperature (al 7/7) che hanno consentito a Fabio di accendere il computer e rispondere.
Ieri ho fatto il sentiero e devo dire che le difficoltà sono veramente esigue, mi aspettavo qualcosa di più “tosto”.
A complicare il percorso ci ha pensato però un nostro amico della valle che era con noi il quale, da me legato come un salame per la sua scarsa esperienza alpinistica (non volevo correre rischi), ha pensato bene di scivolare lussandosi una spalla (visione terrificante!!) e complicandoci non poco il rientro che comunque siamo riusciti a fare senza chiamare i soccorsi.
Comunque il percorso è remunerativo dal punto di vista panoramico, però da fare ASSOLUTAMENTE al pomeriggio, per evitare di cuocere.
Saluti a tutti e alla prossima!
6
Lidia
27 Luglio 2005 alle 4:49 pm
Ciao Paolo.
Ahhh, visione dolorosissima! Mi dispiace molto per l’infortunio del tuo amico, anche se, considerato tutto, mi sembra che sia andata bene…
Un’evidente dimostrazione, comunque, di come in montagna lo scrupolo non sia mai abbastanza, e di come - direbbe un mio amico tuo omonimo che sicuramente mi sta leggendo - le cenge siano sempre lì ad insidiarti (sono tra le cose che più lo spaventano in montagna)…
Saluti anche a te e un augurio di prontissima guarigione al tuo amico.
Alla prossima!
7
paolino
27 Luglio 2005 alle 5:31 pm
Anche io sono molto dispiaciuto per l’infortunio del tuo amico.
Rispondo a Lidia: io non ho assolutamente paura delle cenge!
Neanche un po’…
… bhe forse un pochino…
… ma forse…
8
michele
1 Marzo 2006 alle 4:26 pm
ciao paolo sono Michele da cremona volevo chiederti un informazione…dalla dettagliatissima recensione sul sentiero mi incuriosiva la cresta iniziale prima di attaccare la cengia..è anch’essa attrezzata con spit?con cavetto?bisogna attrezzarla con nut o friend?ti ringrazio e complimenti!rispondi presto ciao
9
Lidia
1 Marzo 2006 alle 6:37 pm
ciao Michele. Nell’attesa che anche Paolo Giorgi possa leggere della tua richiesta (non so se è un assiduo del nostro sito), contatto Fabio Montorsi, autore dell’articolo, affinchè ti risponda… in fretta. ciao e a presto. Lidia
10
michele
1 Marzo 2006 alle 10:37 pm
Ciao Lidia volevo chiederti se tu hai percorso questo sentiero….e se è adatto a ragazzini che si avvicinano all’alpinismo:alpinismo giovanile oppore è troppo?i cavetti tengono o rischiano si spezzarsi?mi hanno detto che sono molto piccoli ciao michy
11
Fabio Montorsi
3 Marzo 2006 alle 11:49 pm
La cresta può essere evitata mantenendosi al centro del valloncello seguendo un sentiero non segnato. Quando abbiamo percorso l’itinerario c’era neve e quindi era più comodo seguire la cresta, che pur se non molto impegnativa, richiede prudenza perchè a tratti è esposta. Non ci sono spit, ma è possibiloe assicurarsi agli ancoraggi delle reti (cavi metallici e fittoni). Per i ragazzini… dipende, se sono alle prime armi sconsiglierei - non è una ferrata, la cengia va percorsa con molta attenzione e alcuni passaggi attrezzati, oltre ad essere parecchio esposti, sono anche atletici.
I cavetti sono sì sottili, ma da quanto abbiamo visto noi, sono in condizioni di sicurezza accettabili. Buona gita!!!
12
Graziano Ferrari
21 Aprile 2008 alle 2:19 pm
Ciao a tutti ,
Domenica 20 Aprile 2008 ho fatto un sopraluogo fino alla partenza del sentiero e ho percorso i primi
50 metri , quelli sotto le reti. Che dire …stupendo , fra qualche giorno , probabilmente in maggio andremo a farlo , “armati” di tutto l’occorrente….poi ritornero’ qui per il commento.
ciao
Graziano - Besagno di Mori - Provincia di Trento
13
Graziano Ferrari
30 Aprile 2008 alle 2:13 pm
Sabato 26 Aprile 2008 ho fatto il sentiero , eravamo in 2. Abbiamo parcheggiato la macchina appena fuori la galleria che porta su al paese di Pregasina , quindi percorso il tracciato e poi arrivati sopra al Pier siamo risaliti direttamente a Pregasina senza scendere giu’ sulla strada Gardesana. In circa 45 minuti si arriva su in cima , il sentiero e’ molto ripido e scomodo , e poi in altri 10 minuti di strada si raggiunge la macchina.
Per quanto riguarda il percorso , io personalmente l’ho trovato troppo esposto per i miei gusti, comunque fatto.
ciao a tutti.
14
paolino
4 Maggio 2008 alle 7:47 pm
Grazie Graziano.
Finalmente qualcuno che ha provato ilo nuovo sentiero per tornare a Pregasina. L’anno scorso ho fatto il Torti tre volte, l’ultima delle quali con mia moglie e solo all’ultima volta ho visto il sentiero che torna su. Solo che la natura aveva preso il sopravvento ed era impossibile percorrerlo in pantaloncini corti e maglietta.
Quindi, finalmente, si può evitare la galleria della Gardesana che, per me, era il tratto in assoluto più pericoloso dell’intero giro.
grazie mille per le preziose informazioni!
15
Alberto
2 Giugno 2008 alle 12:02 pm
Io con Olivetta, Vittorio e Olga (CAI Carpi) il’1 giugno 2008 ci siamo avventurati sul sentiero Torti ed è stata una “appagante esperienza”
Il rientro è stato effettuato con il sentiero che torna a Pregasina il quale è molto ripido ed invaso da cespugli erba alta e rami.
Grazie per le informazioni relative al sentiero Torti, le quali ci sono state utilissime.
Ciao Alberto
16
Alberto
2 Giugno 2008 alle 12:11 pm
Io con Olivetta, Vittorio e Olga (CAI Carpi) il’1 giugno 2008 ci siamo avventurati sul sentiero Torti ed è stata una “appagante esperienza”
Il rientro è stato effettuato con il sentiero che torna a Pregasina il quale è molto ripido ed invaso da cespugli erba alta e rami.
Grazie per le informazioni relative al sentiero Torti, le quali ci sono state utilissime.
Ciao Alberto
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