Rifugio Fuciade
Ci sono rifugi e rifugi. Quelli imboscati, lontani dal mondo, con camerate buiei e fredde, senza elettricità e acqua; quelli fatti a bivacco, quelli super-turistici dove si mangia malissimo, quelli che oramai servono il pesce, quelli con il gestore simpatico come un calcio negli stinchi.
Poi c’è il Rifugio Fuciade appena sopra passo San Pellegrino (località Fuciade, appunto). La gestione è a cura dei cognugi Rossi (Sergio ed Emanuela). Rientra nella cetegoria dei rifugi “di lusso”: camerette (sette in tutto) da due o da quattro splendidamente arredate in stile rustico. Il rifugio è aperto sia in estate che in inverno e si può chiedere il permesso alla forestale di salire in macchina (d’estate) in modo da poter arrivare su con le valigie. A piedi dista circa un ora dal passo San Pellegrino. La posizione è stupenda: il rifugio si adagia ai piedi del Sas de l’Om, della Cigolè e del Sas de Valfreida e la vista è direttamente sul Focobon dei Fochetti (gruppo delle Pale di San Martino). Ma la particolarità del rifugio è sicuramente il ristorante. Sergio in cucina, Emanuela in sala. A mezzogiorno non si gode appieno di quanto si mangi bene in questo rifugio: il turn-over è forte e il caos rovinano l’atmosfera. Alla sera, invece, si capisce perchè il ristorante del rifugio sia citato anche sulla guida Michelin. Il dolce e il pane sono fatti in casa (vi è un ambiente apposito). Anzi, mi correggo, i vari tipi di pane sono fatti in casa, perchè qui potete assaggiare almeno 6/7 tipi di pane diversamente aromatizzato. La cantina è strepitosa. Vi è anche una fontanella da cui sgorga acqua per aiutare a mantenere l’umidità costante. Il cibo -sigh… posso piangere dalla commozione? - è ineguagliabile. Dato che mi sono fermato con mia moglie e le bimbe per 5 giorni ho assaggiato davvero quasi tutte le specialità. Hanno una carne salada con fagioli che come antipasto è strepitosa (per non parlare del kaiser). Di primo sono strepitosi cajoncìe che sono dei tortelloni che possono essere variamente ripieni (ottimi quelli alle erbette oppure quelli all’agnello). Le mie bimbe hanno particolarmente apprezzato i gnoches da formenton, ovvero i gnocchetti di polenta, serviti o con il pomodoro o con la selvaggina. Di secondo bhe… lo stinco di vitello è impareggiabile, ma che dire dell’agnello con le erbette? Oppure la tagliata con i funghi o con le erbe aromatiche? E la coda di bue brasata ?. Per i dolci sarebbe meglio che scrivesse mia moglie. Io ricordo un tortino alle pere con salsa speziata al cioccolato, ma non ricordo altro. Forse perchè arrivavo al dolce già stordito dal vino?
Dal rifugio due le camminate imperdibili. Una la salita al Passo delle Cirele attraverso l’interminabile ghiaione. Da li’ si può continuare e si può arrivare fino a Penia in Val di Fassa, attraverso il rifugio Contrin. Altrettanto bella l’escursione verso la Forca Rossa. Ci si inoltra per prati e alpeggia con miriadi di cavalli. Attenzione che se sentono odore di cibo tendono a spingere… e non è così bello come sembra. Arrivati alla Forca Rossa la vista è stupenda e volendo si può proseguire fino a Malga Ciapela.
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed