Eccoci qua in Val di Ledro, appena ad Ovest di Riva del Garda. La partenza è in località Biacesa. Si può parcheggiare nel piccolo parcheggio in centro al paese, proprio sulla strada che porta a Molina di Ledro. Tende a fare molto caldo, portatevi parecchia acqua perchè non vi sono fontane se non a Biacesa. La ferrata per la sua bassa quota è percorribile tutto l’anno.
Lasciata la macchina a Biacesa si seguono le indicazioni per Cima Capi. Ben presto il segnavia 470 per il Sentiero dei Bechi (sentiero storico dove si ritirarono le truppe itialiane nel 1915) ci guiderà per lameno tre quarti d’ora. La ferrata inizia nei pressi di una grotta e risale la cresta sud di Cima Capi. Anche se è facile è sempre meglio ancorarsi al cavo metallico. La vista sul Lago di Garda è grandiosa, con alcuni terrazzini a picco sul lago. Salendo si possono vedere un mucchio di grotte scavate durante la prima guerra mondiale. Con circa due ore e mezza di cammino si giunge finalmente alla vetta, Cima Capi (905m). La bandiera italiana e il libro della vetta segnalano che siamo arrivati. Dalla cima ci si può collegare con la ferrata Foletti: basta proseguire oltre la cima (il sentiero scende leggermente a sinistra) e poi seguire la cresta in un sentiero leggermente esposto (e non attrezzato). Al crocevia prendere a sinistra per la ferrata Foletti. Particolarità di questa facile e brevissima ferrata è il metodo scelto da coloro che l’hanno attrezzata per facilitare il passaggio su alcune placche. Si tratta di una sbarra metallica che serve da appoggio per i piedi. Non bellissimo ma sicuramente comodo ed efficace. In alto svetta la Cima della Rocca. Si sale ancora un attimo e poi una breve discesa su roccette ci porta al sentiero che ci condurrà al Bivacco Arcioni e poi alla chiesa di San Giovanni. Da qui due diverse soluzioni. O si scende a Biacesa (circa un’ora di cammino) oppure si prende a destra per il bosco e si raggiungono i camminamenti di guerra di punta Rocca. Se optate per quest’ultima (e più bella) soluzione ricordatevi che è obbligatorio avere la lampada frontale in quanto le gallerie non sono illuminate. Si risale dunque per un sentiero ripido ed in parte attrezzato finchè non si arriva all’imbocco del sistema di gallerie austriache (il tenete Arcioni tentò ripetutamente, ma senza fortuna, di conquistarle nel 1916 e ivi morì). Appena entrati fate attenzione ai rami chiusi delle gallerie. I cartelli di “galleria chiusa” sono nelle posizioni più impensabili! Dall’ingresso si volta a sinistra e quindi si procede verso destra. Da notare l’inclinazione delle finistre fatta apposta per consentire di sparare verso il basso. Si esce dalle gallerie con una scala verticale per poi rientrarcivi poco più avanti. Infine, passando per Bocca Pasumer, si seguono le trincee fino a raggiungere un bivio da prendere a sinistra. Attenzione che i sentieri non sono numerati.
La ferrata è molto facile (consigliata anche con bambini), ma altamente spettacolare per la vista sul Lago di Garda. Da visitare anche il lago di Ledro. Alle mie bimbe è piaciuto molto, soprattutto la ricostruzione di una palafitta sul fianco del piccolo museo di Molina di Ledro.
Il giro è di circa 4 ore e mezzo più un’ora e mezza per la variante delle gallerie.
Ricordarsi la torcia elettrica!
Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
1
Alessio74
3 Settembre 2006 alle 9:09 am
Io e mio figlio Federico (12 anni) abbiamo fatto l’itinerario Susatti-Foletti e ci siamo divertiti moltissimo. Molto bella la ferrata Susatti con bellisimo panorama sul lago di Garda, la ferrata Foletti, fatta in discesa, è altrettanto bella, breve ma intensa. La discesa dal sentiero che porta dall’attacco della ferrata Foletti a Biacesa si è rivelato particolarmente ripido. La consigliamo anche a chi fosse alle prime armi e con bambini.
2
Max
15 Novembre 2006 alle 11:13 pm
Io e la mia famiglia, con 2 bambini di 9 e 12 anni abbiamo
fatto queste due entusiasmanti ferrate. I panorami sono bellissimi.
Non vi sono particolari difficoltà. E’ chiaramente consigliabile
l’utilizzo della imbragatura.
Considerata la posizione ritengo che sia usufruibile quasi tutto
l’anno. Noi siamo andati nel mese di novembre 2006.
L’anello completo partenza da Biacesa, Cima Capi, Chiesa S.Giovanni
e discesa verso Biacesa ci ha impegnato per ca.4-5 ore.
3
Paolo Spagnolli
8 Settembre 2007 alle 7:27 pm
Ho percorso in agosto, in circa 5 ore, l’anello di ferrata Susatti, ferrata Foletti, bivacco Arcioni, chiesa di san Giovanni partendo ed arrivando a Biacesa, in gruppo con due neofiti della montagna, Marco di 25 anni ed Elisa, di 13. Tutti, con imbragatura e caschetto, se la sono cavata bene e sono rimasti entusiasti dello straordinario panorama verso il Ponale, il lago, i monti anche lontani come il Pasubio o la cima Tosa del Brenta. La testimonianza delle postazioni di guerra , estremamente articolate, aggiunge fascino al percorso ed invita ad ampliarlo verso cima Rocca, attraverso le postazioni in galleria che abbiamo solo esplorato nella prima parte. Il libro di vetta l’abbiamo però trovato ormai colmo di firme e commenti, quindi da sostituire. Complimenti a chi ha ideato e mantiene così bene le ferrate.
E mi piacerebbe che qualcuno mi indicasse dove trovare notizie storiche di queste cime.
4
paolino
8 Settembre 2007 alle 8:26 pm
Paolo, se ricordo bene c’è un’ottima ed esaustiva bibliografia sull’argomento sul sito:
.
Ciao e grazie per il commento
5
linda
12 Maggio 2008 alle 12:57 pm
ciao a tutti, sono una ragazzina, ieri, con il CAI di S. Pietro abbiamo fatto questo itinerario… è stto bellissimo, mi sono divertita un sacco ( a parte quel maledetto casco che non voleva stare come doveva! ) e sper presto di ritornarci. Ad un certo punto mi sono girata quando ero alla fine della ferrata e ho visto che c’ era la gente in coda, all’ inizio, che stava aspettando di salire! non ho mai vist0o così tanta gente in fila su una ferrata!!! sembrava di essere in autostrada!!!
6
paolino
12 Maggio 2008 alle 3:55 pm
Brava Linda, così si fa! Partire presto al mattino e guadare gli altri arrancare là di dietro, tutti in fila!
E complimenti anche al CAI di S. Pietro che porta ragazzini in ferrata: bravi!
7
Carlone
13 Maggio 2008 alle 11:04 pm
Eh già!! Ieri sembrava di essere nella tangenziale di mestre!! Per me era la prima volta, e se anche all’inizio non volevo salire, alla fine mi son divertito un sacco assieme ai miei amici!! Bel posto e bel panorama!!!
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed